Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <215>
immagine non disponibile

Roma nel 1860
215
del] occasione che possono dare i trionfi di Garibaldi per far con­cretamente conoscere fino a qua! punto si estenda la garanzia che il Santo Padre avrà dalla Francia per quanto riguarda il suo potere temporale.
Il 6 settembre Re Francesco era fuggito da Napoli, dove il 7 era entrato, da trionfatore, Garibaldi: P8 bande di emi­grati marchigiani e di volontari romagnoli avevano passato il confine a Cattolica: Pergola, Urbino e altre località delle Marche avevano costituito governi provvisori nel nome di Vittorio Emanuele.
Soltanto la sera del 10 settembre il Sandoval potè tele­grafarne a Madrid la prima notizia che ampliò così, il giorno seguente, nel dispaccio n. 134: Wr
Ebbi iersera l'onore di telegrafare a V. E. la notizia della simul­tanea invasione delle forze rivoluzionarie nel territorio pontificio avvenuta dalla parte della Romagna e da quella della Toscana. Rotto in vari punti il filo del telegrafo con Bologna, questo Governo non ebbe fino a ieri, per mezzo di un espresso, conoscenza della suddetta invasione compiuta già da tre giorni. I rivoluzionari, che qui si sup­pone siano, almeno quelli che sconfinarono dalla parte della Romagna, soldati piemontesi travestiti, si impadronirono senza trovare resistenza della città di Urbino, si spinsero fino a Fano, e non riuscirono ad occu­parla perchè si trovavano ad occuparla alcune forze pontificie di fanteria, e di artiglieria. Ripiegarono subito verso Fossombrone e lì probabilmente si riuniranno con quelli che contemporaneamente ave­vano invaso gli Stati di Sua Santità dal punto della frontiera toscana detto Pieve di Santo Stefano. Con questi avvenimenti coincideva quello della insurrezione scoppiata a Pergola che offriva agli invasori il mezzo di poter penetrare nell'interno delle Marche.
Il generale Lamoricière, che si trovava a Spoleto, inviò un forte distaccamento per far fronte ai rivoluzionari, e si dubita:; che abbia potuto muoversi da quella città, poiché secondo le ultime notizie era da qualche giorno sofferente per un forte attacco di gotta. Oggi questo Governo non ha ricévuto alcuna informazione sulla marcia degli inva­sori e sulle operazioni delle forze pontificie. Continua ad essere inter­rotto in vari punti il telegrafo, e qui più che in qualsiasi altro Paese vi è poca facilità nei mezzi di comunicazione.