Rassegna storica del Risorgimento

1831 ; LAZZARINI GIOVANNI ; RANGONE FRANCESCO ; ROMA ; CIVITA C
anno <1937>   pagina <222>
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Gino Bandirti
Infatti la preoccupazione massima a Roma, in quei giorni, era di sapere fino a che punto sarebbe giunta la opposizione francese alla invasione, dato che ben poco assegnamento si poteva fare e si faceva sulla resistenza delle forze del Larao-ricière. Della intensità di tale preoccupazione abbiamo abbon­danti cenni nella corrispondenza del Rappresentante spagnuolo.
É teste giunto il generale Goyon: egli scrive il 18 set­tembre immagino che le istruzioni che reca valgano a dissi­pare un poco le ombre nelle quali è presentemente avvolta questa situazione politica .
Sull'immediato ritorno del Goyon, ordinato dall'Impera­tore 1} appena ricevuta a Marsiglia la notizia dell' ultimatum di Cavour ad Antonelli, si appuntavano tutte le speranze della Santa Sede.,Fu invece una completa delusione, come possiamo desumere da quanto il Sandoval scriveva appena quattro giorni dopo nel dispaccio n. 137 del 22 settembre:
Come era da immaginare, le istruzioni ricevute dal generale Goyon nel tornare a riprendere il comando della Divisione francese in Roma si limitavano a confermare la dichiarazione del Moniteur e non corri­spondevano affatto alle speranze che gli accenni del Duca di Gramont avevano fatto in un primo tempo concepire a questo Governo.
Sua Santità si degnò di concedere una udienza al generale poche ore dopo il suo arrivo a Roma e in tale udienza il generale dichiarò che le sue istruzioni si riducevano a difendere con le armi francesi la sacra persona del Santo Padre e la tranquillità di Roma. Da più fonti che considero degne di fede, ho saputo che Sua Santità non dissi­mulando la propria indignazione2) e la propria sfiducia per vedersi abbandonato dalla Francia nella difesa dei suoi Stati, non esitò a dire al generale che se l'Imperatore intendeva di difendere soltanto la sua
1) L* Imperatore, dandone l'ordine a Thottvenel, sapeva bene quanto tale ritorno sarebbe stato sgradito all'Ambasciatore Gramont che aveva tanto insistito per l'allon­tanamento del Goyon poche settimane prima, ma diceva: Gramont dovrà adattarsi alle circostanze u. (Cfr. THOUVENEI, cit., p. 197).
2) La conversazione K assai viva )> e riferita dal Gramont nella lettera del 20 settembre in THOUVENEI., CU., p. 213. Secondo il PELGZAB, cit., II, p. 254, il Papa, parlando il iti settembre al Goyon avrebbe addirittura accusato l'Imperatore di avere ognora malvagi intenti e di tradire' il mondo intero .