Rassegna storica del Risorgimento
1831 ; LAZZARINI GIOVANNI ; RANGONE FRANCESCO ; ROMA ; CIVITA C
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1937
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Roma nel 1860 229
esagerazione, rassegnandosi ad esaere cieco strumento della volontà del suo Sovrano.
Queste severe espressioni, che ho cercato di riferire a Vostra Eccellenza letteralmente, provano quanto in uno dei miei precedenti dispacci ehhi l'onore di dirLe circa l'effetto prodotto in Sua Santità dalla dichiarazione del Conte di Goyon circa le istruzioni che gli erano state date. Né mi sbagliai nel riferire la risposta che il generale ricevette dalle labbra del Santo Padre, poiché dalle labbra stesse ho udito io la dichiarazione che se la Francia, mentre proclamava di voler difendere la indipendenza di Sua Santità, restava nondimeno impassibile dinanzi alla spoliazione degli Stati della Chiesa che il Piemonte stava perpetrando, giungerebbe il momento in cui il Sovrano, così spossessato del proprio patrimonio, sarebbe costretto a prendere la decisione di partire da Roma. Ricordo che di questo argomento venne a-parlare Sua Santità quando si riferiva allo avvicinamento delle truppe sarde a circa quaranta miglia da questa Capitale ed alla invasione con cui le incursioni dei cosiddetti - volontari, tra i quali con questo travestimento figurano ufficiali e soldati delle truppe regolari, minacciano la stessa campagna di Roma. Se non ho la libertà furono queste le sue parole di fare una passeggiata fuori della Capitale, non so a quale scopo debbo rimanere in essa come prigioniero. *>
Un tale accenno, che non credo fosse mai stato finora così esplicito, serve di argomento ad ogni genere di supposizioni, fra le quali non è la meno comune quella che il Santo Padre è deciso a partire tra poco. I termini coi quali degnò di esprimersi con me non mi fecero concepire l'idea che la sua partenza fosse definitivamente decisa, però è questo un progetto che non si mette da parte e la cui effettuazione vorrebbero precipitare alcune delle persone che stanno più vicino a Sua Santità.
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Da questo momento, infatti, la questione che appare più grave al Rappresentante spagnaolo e che preoccupa non
n Tali parole non concordano davvero con la a ridicola impotente libidine di un martirio impossibile che il Pantaleoni attribuiva al Pontefice scrìvendo a Cavour il 21 agosto (C. Q. R., n. 22). Lo stato d'animo del Papa circa la partenza da Roma, espresso da Pio IX al Sandoval il 26 settembre, collima invece con quel che egli avrebbe detto in quei giorni ad un Porporato e che è riferito dal Pantaleoni al Cavour nella lettera del 25 settembre (C. Q. R n. 29).
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