Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <231>
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FONTI E DOCUMENTI
FUORUSCITI SARDI ED AGENTI FRANCESI H PER UNA NUOVA DESCENTE EN SARDAIGNE
Il 9 dicembre 1798 la doppiezza della Repubblica Francese una ed indivisibile, la violenza del generale Joubert, comandante della armata d'Italia, e gl'intrighi indegni del Grouchy spingevano Re Carlo Emanuele IV a firmare quell'atto tristemente famoso che ne faceva, per qualche tempo, un nobile peregrino in balia della fortuna. L'atto di rinuncia gli concedeva un rifugio in Sardegna, dove il tricolore fran­cese non poteva sventolare al vento della libertà, dove l'anima del popolo s'era tutta raccolta in un impeto d'odio che, più. d'una volta, aveva fatto tremare quel borioso e fegatoso cittadino Cofim che, tito­lare del consolato di Cagliari, mirava con ogni mezzo a risvegliare e rafforzare lo sparuto manipolo angioino disperso e scoraggiato. Lontano, sul Po, la tempesta s'era scatenata con violenza, aveva schiantato il trono sabaudo, aveva cacciato dai suoi Stati il Sovrano in quella stessa fatale sera del 9 dicembre; aveva fatto tremare gli altri principi della penisola, che presentivano non lontana l'ora propria, ma non era pervenuta in Sardegna. Il mare, l'eterno abisso misterioso, chiudeva l'isola come in un baluardo di oblio, e le voci della storia vi arri­vavano in ritardo e variamente deformate: ma l'odio antifrancese vi era vivo e viva anche la simpatia per l'Inghilterra che, padrona del Mediterraneo, pareva disposta ad impedire con la forza nuovi tenta­tivi repubblicani contro l'isola. Invano il viceré Vivalda, per far osser­vare quei trattati che la Francia non aveva osservato mai, impediva l'approdo alle coste sarde delle navi inglesi: il popolo non rispettava i suoi divieti e con alto disinteresse, perfino gratuitamente, offriva viveri ed oggetti di corredo a quei marinai che apparivano come i difensori del diritto e della libertà di fronte alla violenza di chi la libertà aveva solo sulle bandiere.
In quest'ambiente commosso la notizia della forzata rinuncia di Carlo Emanuele IV alla sovranità sul Piemonte giunse soloil23 dicembre, e la portava un gentiluomo sassarese, il marchese Cugia di S. Orsola che, a Torino, era stato testimonio di tanta infamia. Ma quando si seppe che il Re veniva a cercar rifugio tra i suoi fedeli Sardi, la gioia eruppe e si ringraziò la Provvidenza di tanto favore.