Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; SARDEGNA
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1937
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pagina
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233
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Fuorusciti sardi ed agenti francesi, *cc* 233
aumentata all'infinito dopo gli avvenimenti di Torino, troppo preoccupavano il timido rappresentante di Carlo Emanuele perchè egli, condividendo la responsabilità della Nazione, ardisse assumere, almeno una volta, un contegno energico ed ostile verso la Francia che aveva cacciato il Re dai suoi Stati continentali. Quando, perciò, il console francese protestò contro le istruzioni segrete date dagli Stamenti ai suoi inviati, e che, non si sa come, eran pervenute al suo orecchio, il vecchio Vivalda, fingendosi ammalato, poneva nelle mani della Reale Udienza il Governo del Regno e si ritirava a Serdiana. Pilato si lavava le mani di ogni cosa: non s'inimicava Inglesi né Francesi, abdicava alla sua autorità ed attendeva gli eventi!
Il cav. Cocco., reggente della Reale Udienza, mentre da una parte prolungava i poteri al giudice Valentino che con violenta energia aveva stroncato tumulti ed atteggiamenti ostili al Governo nel Capo settentrionale, dall'altra spediva al Re il messaggio già deliberato e, radunati gli Stamenti, faceva procedere all'elezione dei deputati da inviarsi presso S. M. La nomina cadde sul marchese Cugia di S. Orsola e sul cav. Guiso per lo Stamento Militare, suH'aw. Pintor per il Reale. Il 30 dicembre la delegazione partiva per Livorno.
Il giorno dopo, nascostamente e senza passaporti, *) il cittadino Coffin abbandonava Cagliari per Carloforte, da dove col vice console francese e con altri corsi, riprendeva il viaggio per Alghero e di là per Aiaccio, che, da questo momento, diventa il centro della sua attività. antisabauda ed angioina. Già prima di partire egli aveva rimesso al viceré una nuova protesta contro l'atteggiamento antifrancese degli Stamenti e del Supremo Magistrato. Notava come i poteri responsabili in Sardegna, appena avevano avuto notizia del trattato del 9 dicembre, si fossero adoperati subito per sottrarsi agl'impegni volontariamente assunti dal Re verso la Francia, chiamando nell'isola gl'Inglesi, in modo che non potessero sbarcarvi le truppe francesi mandatevi dal Re stesso (?!). H viceré, invece d'opporsi ad una si grave deliberazione, che rendeva, il Regno nemico della Francia, aveva, con finta malattia, rinunciato alla sua autorità, lasciando il Governo nelle mani della fazióne inglese. Il Re, nell'atto di rinuncia, aveva ordinato a tutti i suoi sudditi d'obbedire al comandante delle truppe francesi in Italia ed al Governo che? egli avesse istituito a Torino: tra i sudditi regi erano anche gli abitanti della Sardegna, per cui l'atto degli Stamenti e della Reale Udienza doveva considerarsi di ribellione e verso gli ordini regi e verso il Governo'
i) MANNO, op. ctt.t voi. II, p. 197.