Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <234>
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234 Sebastiano Pota
Provvisorio di Torino. In questo stato di cose eia chiaro che, allonta­nandosi il viceré da Cagliari e, forse, anche dalla Sardegna, nessuna garanzia personale potevano aver nell'isola i sudditi francesi ed il loro consolo, già altre volte insultato e minacciato dal popolo Cagliari* tauo, e che non aveva potuto neppure pubblicare, per impedimento opposto dal Supremo Magistrato, il trattato del 9 dicembre. Egli, perciò, abbandonava Cagliari e la Sardegna, fino a che non fosse giunto il Re o fino a quando il Governo Provvisorio di Torino non avesse provveduto a far cessare nell'isola l'anarchia che la desolava e gli atti d'ostilità che ogni giorno si commettevano contro la Repubblica Francese. D'onde appare chiaro quale strana interpretazione il dabben nomo desse all'atto imposto a Carlo Emanuele dalla perfidia del Joubert. .L'art. 6 del trattato, cosi com'era redatto, ad un causidico come il Coffin poteva presentare un'interpretazione disastrosa. Non vi si -diceva, infatti, che l'isola di Sardegna, restava proprietà assoluta e sovrana della Casa di Savoia, ma solo che le Roi et tonte la Famille Royale pourront se renare ere Sardaighe passoni par Parme ; ma il contesto di tutto il trattato e la facoltà stessa di recarsi in Sardegna non come privato mandato a confino, ma come Sovrano, dovevan far aprire bene gli occhi a chi non li avesse ottenebrati dall'odio e dalla passione del Coffin. Nell'art. 2 inoltre, il Re ordina solo alVarmée piémontaise de se regarder camme panie intégrante de Varmée francaisc. ere Italie e nulla dice invece delle milizie nazionali e regolari di Sardegna; omissione inesplicabile se anche l'isola, che aveva costitu­zione nettamente separata dagli Stati continentali e solo il sovrano in comune, si fosse dovuta considerare inclusa nell'atto di rinuncia. Ma io scredo che la protesta e l'interpretazione del Coffin non fosse in fondo lontana dallo spirito del Direttorio, nei cui trattati vi era sempre qualche cosa di equivoco da rivolgersi, all'occasione, in favore di chi li imponeva. Il trattato di Torino non era un patto bilaterale: era stato redatto dal Joubert, non si era ammessa nessuna osservazione nonché discussione -da parte della Corte, e l'art. 6, redatto in quella forma dava modo alla Francia, in un'occasione migliore, di affacciare i suoi diritti sull'isola. Per il momento era opportuno lasciarvi ritirare Carlo Emanuele: la si .salvava, in tal maniera, da una facile e probabile occupazione inglese. X Sardi non si sarebbero dati mai volentieri alla Francia ed il Nelson vegliava dalle sue basi mediterranee. U Coffin., quindi, chiariva il pen­siero nascosto del suo Governo affermando che l'isola soggiaceva non al Re ma al Governo Provvisorio di Torino e che a lui doveva obbedire: Carlo .Emanuele IV, tra i sudditi suoi più fedeli, era... ospite della Francia!