Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <235>
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Fuorusciti sardi ed agenti francasi, ecc. 235
Nella trepidazione viva che l'incertezza delle notizie e le vaglie voci pessimistiche diffuse eagionavan tra 1 popolo, la Sardegna attendeva; e quando, verso la fine di gennaio il console Spagnolini, da Livorno, faceva sapere che la Corte era ivi giunta con scorta francese, la trepi­dazione cessò e succedette una attesa serena e lieta, che si cambiò in viva gioia il 30 gennaio, quando giunse a Cagliari, indirizzato al viceré, il R. Biglietto datato da Parma il 26 dicembre, nel quale si comunicava che il Re con la sua Famiglia aveva deliberato di stabilirsi in Sardegna, II Padre si recava tra i figli e sudditi fedelissimi, e voleva dimostrare loro il suo affetto mai venuto meno. Nessuno avesse timore della sua venuta, anche se implicato in anteriori disgraziati avveni­menti: il Re voleva l'affetto di tutti i suoi sudditi.
A Livorno Carlo Emanuele aveva accolto con famigliare amore­volezza la delegazione degli Stamenti: ne aveva ascoltato commosso le parole, aveva letto a voce alta, dinanzi ai principi reali, il nobile messaggio che era invito ed affettuosa supplica, e non aveva potuto trattenere lagrime di calda riconoscenza. I deputati erano stati segno di rispettose cure da parte della Corte, ed il Re li aveva voluti, poi,, alla sua mensa. Il 24 febbraio il convoglio reale, composto di sette navi, salpò da Livorno: il Re, la Regina ed il marchese Cugia presero imbarco sulla fregata toscana Rondinella, gli altri deputati in altre navi, a fianco del Duca d'Aosta e del Duca del Ciablese; accompa­gnava il Re anche il ministro di Prussia a Torino ed il Conte di Chia-Iamberto, già ministro regio a Roma. *)
Il 3 marzo il convoglio gettava le ancore nella rada di Cagliari, ed in vista alla banchina, dove il popolo accorso da tutte le parti del­l'isola, attendeva in una viva fiamma d'entusiasmo, il Sovrano tradito firmava e leggeva ad alta voce, in terra sua, una vigorosa protesta contro le arti ed i subdoli raggiri francesi, che l'avevan costretto ad una rinuncia non voluta. Riproduco qui il documento che, per quanto mi consta, non fu ancora pubblicato integralmente e che d un forte atto d'accusa contro la doppiezza e la slealtà del Governo di Parigi e, insieme, una difesa fiera e dignitosa dell'azione regia che smentisce le accuse diplomatiche ed i manifesti bugiardi dei generali repubblicani. 2) '
In seguito agli avvenimenti che ci hanno costretti a lasciare gli Stati Nostri di terraferma e ad abbandonare provvisoriamente l'esercizio della Nostra autorità al
1) MANNO; Storia Moderna della Sardegna, Torino, Fratelli Favole, 1842, voL II.. p. 202.
2) Archivio di Stato. Torino. Trattati.