Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; SARDEGNA
anno
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1937
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Sebastiano Pota
Governo Provvisorio ohe sarebbe stato stabilito in Torino dal Generale in capo dell'Armata francese, l'onore della Nostra persona, l'interesse della Nostra famiglia e dei Nostri Successori, i Nostri rapporti con le Potenze amiche, ogni motivo, infine, di giustizia e di convenienza ci obbligano a protestare, come altamente protestiamo in faccia all'Europa tutta sopra detti avvenimenti e contro le innovazioni, qualunque fatte o che fosse per fare in avvenire il Governo Provvisorio stabilito in Torino* contrarli alla convenzione passata colà fra Noi ed il Generale francese il 9 dicembre 1798.
Dichiariamo in parola di Re di non aver giammai in alcun modo infranto, nella benché minima parte, i trattati di pace ed altri successivi,fatti colla Repubblica Francese, che anzi non solo furono sempre osservali da Noi colla più scrupolosa esattezza, ma eziandio con tali dimostrazioni d'amicizia e di condiscendenza, e con tale dispendio delle Nostre finanze, che di gran lunga superarono gli obblighi da Noi contratti con Essa.
Continue furono e a tutti palesi hi cure Nostre per far rispettare ogni individuo
francese e sopratutto li corpi di truppe stazionate o di passaggio negli Stati Nostri,
e le sollecitudini avute in ogni tempo non solo per reprimere e punire chi loro
'insultasse, ma eziandio per punire ogni risentimento di chi dalla militare licenza
offeso, avrebbe, forse, potuto trascorrere oltre i limiti di una giusta e necessaria difesa.
Smentiamo pure, sulla Nostra Real Parola, qualsivoglia scritto che potesse esser stato pubblicato ovunque, tendente a far credere qualunque anche segreta intelligenza per parte Nostra con Potenze nemiche della Repubblica Francese, e qualsivoglia operazione o maneggio in qualunque maniera contrario ai trattati da noi fatti con la medesima.
Tralasciamo di confutare le relazioni fatte al Governo francese e le cose avanzate nei manifesti dai suoi generali ed agenti in Italia, e ben volentieri li rapportiamo in questa parte affi più. imparziali rapporti dei Ministri e pubblici Rappresentanti già presso di Noi residenti in Torino, alle rispettive loro Corti e Governi.
Da quanto sovra chiunque ben comprende esser stata la Nostra adesione a quanto ci venne imposto dalla forza preponderante affidata al comando dei Generali della Repubblica Francese in Italia, puramente momentanea e provvisionale, ed a solo oggetto di evitare ai Nostri sudditi del Piemonte quelle sventure delle quali la giusta resistenza, che eravamo in caso di opporre, non avrebbe potuto preservarli per esser stati sopraffatti da un attacco impensato e non presumibile mai da una Potenza alleata, non che amica, e nel momento che le Nostre forze militari si trova--vano, a sua istanza, rimesse sul piede di profonda pace. Per le quali cose tutte fin d'allora già Ci eravamo fissatamente proposti che tosto che fosse in Nostra facoltà di far liberamente conoscere, com'era dell'onore e dover nostro, alle Potenze tutte dell'Europa, l'ingiustizia del procedere dei Generali ed Agenti della Repubblica Francese verso di Noi, e l'insussistenza dei motivi da essi addotti nei loro manifesti, ne avressimo reclamato, come ne reclamiamo attualmente, ben persuasi di ottenere il risarcimento che Ci è dovuto colla reintegrazione dell'avito Nostro Dominio.
Dalla rada di Cagliari li 3 marzo 1798.
Carlo Emanuele.
Era la voce dell'Oppresso che si levava alta di fronte all'oppressore ed all'Europa testimone dell'ingiusta violenza, dal golfo azzurro e