Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; SARDEGNA
anno
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1937
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pagina
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248
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Sebastiano Pola
agiva e la condotta del Re no accresceva il coraggio e i progetti di rivolta, mentre il popolo attendeva in silenzio con lo sguardo volto là d'onde poteva venire la sai vezza... e quando la bandiera della libertà sarebbe apparsa ebso ti sarebbe affrettato a riunirsi ed a marciare per assicurarsi il trionfo.. *)
Dopo aver ripetuto il solito lamento che, cioè, gli Inglesi e i Veneziani erano assai ben'accolti a Cagliari ed approvvigionati di tutto, soggiunge che il Re aveva già altre volte annunziato di voler riorganizzare le forze armate del paese, formando un esercito regolare di 6000 Sardi, rinforzato da altrettanti mercenari Svizzeri, e finisce in questi termini:
I patriotti, infine, invocano la rivoluzione; essi sentono die bisogna agire in modo da impedire che il Re si unisca ai nemici della Francia* e adoperano ogni mezzo per evitare ciò. Il Sig. Angioy < dicono essi e l'uomo che attendono come gli Ebrei il Messia. Se anebeil Governo francese rifiuta il suo soccorso, che Giammaria Angioy, aggiungono, venga, che egli riappaia, che si rimetta alla loro testa, la rivoluzione è fatta e la Sardegna è acquistata alla libertà della Francia.
Ma Giammaria Angioy non si moveva da terra francese ed era questa la prova più bella che egli non confidava troppo sulla rivoluzione sarda e credeva fino a un certo punto alle informazioni dei suoi corrispondenti. Ben più fiducia aveva l'ex Alternos nei battaglioni e nelle artiglierie dell'esercito francese del quale invocava l'aiuto!
Del documento riportato a nessuno, certo, sfugge la gravità. Coloro che hanno studiato i moti che prendono il nome dall'Angioy, ad eccezione del Manno che vide in lui un cospiratore, e del sottoscritto, che, sull'esame di tutta la documentazione che ebbe fra le mani, lo ritenne un uomo indeciso e privo d'un vero programma politico, videro in Ini il Pasquale Paoli della Sardegna, in lotta per la libertà dell'isola sua, degno, perciò, di monumenti e solenni commemorazioni. Gli autonomisti del P. S. d'A. nel confusionismo spirituale del subito dopoguerra credettero, in buona fede, di trovare nell' Angioy il loro capo ideale, i repubblicani e i demomassoni il martire che si sacrifica per la libertà, poiché l'azione sua avrebbe mirato solo all'avvenire d'una Sardegna più libera e più civile nell'attuazione d'una Repubblica Sarda indipendente, protetta dalla Francia come la Cisalpina o la Partenopea. Ma nessuno ha mai supposto, fra costoro, che il progresso sardo non poteva
i) Archivio des Relat. Etrnng. Paris. Relat. poh et eomnu Sardaigne. Copia di questo documento si trova anche nell'Archivio del Ministero della Guerra, Bl, Expédition en Sardaigne. Fu pubblicato anche dal Boi tra i documenti ricordati.