Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <250>
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Sebastiano Poh
Angioy, il Putir etto scriveva al Coffin, ad Ajaccio, per informarlo delle condizioni morali della Sardegna. Secondo Ini
n partito repubblicano cresceva di nomerò e di forza, e per lu propaganda che vi andavano esercitando gli Angioini e per l'aumentare dei malcontenti clic il nuovo stato di cose andava creando. Si era arrestato il fratello di Vincenzo Sulis e questi, che poco prima era potentissimo per l'aura popolare di cui godeva e per esser a capo delle centurie armate di Cagliari, era caduto in disgrazia, tanto che il Duca di Aosta gli aveva ordinato di partire per Smirne in qualità di console. Anche i princi­pali capi della reazione viceregia del 1796 erano mal visti dalla Corte: il Solis non voleva sentirne d'allontanarsi da Cagliari e anche gli altri, già sostenitori dell'asso­lutismo, resistevano agli ordini regi sicché presto avrebbero tentato una rivoluzione. Il Duca del Monferrato faceva il giro del Capo di Sassari, eccitando il popolo contro i Francesi; ma avendo imposto una contribuzione del 2 sulla proprietà, aumentato i dritti di registrazione di atti e contratti, introdotto in. questi la carta bollata, il malumore era grande. Inoltre da Cagliari erano state emanate disposizioni ai coman­danti delle torri costiere di fermare tutte le navi francesi che tentassero di appro­dare in Sardegna e di favorire in ogni maniera le inglesi. ])
Le conseguenze quali avrebbero dovuto essere? Se l'onore della Francia era impegnato in questo, se un'occupazione inglese, anche sotto forma di semplice protettorato, fosse avvenuta, quali pericoli sarebbero nati per la Francia? Necessità, quindi, d'un nuovo sbarco in Sardegna con la sicurezza di clamoroso successo.
H Petretto era riuscito, con stupenda audacia, a sbarcare dalla Corsica in Sardegna con l'idea di rinfocolare la rivolta, ma il fatto che ne era partito subito, invece di assumere le responsabilità del comando, dimostrava che quel malcontento, se pure esisteva, non era tale da assicurare la riuscita d'un moto popolare. Che se il Sulis era caduto in disgrazia ed il Pintor ed il Cabras, come egli scrive, avevan perduto l'autorità d'una volta, non era da supporre che questo potesse condurre all'anarchia o alla rivoluzione. Certamente il Governo ten­tava di avocare a sé quei brandelli di autorità che gli ambiziosi della isola si erano usurpata; il Sulis, a capo delle centurie cagliaritane, faceva la pioggia ed il bel tempo, quando il Governo del Vivalda era debole ed incerto; ma quando la Corte si trasferi a Cagliari e gli stessi princìpi reali occuparono direttamente i posti di maggior responsa­bilità,2) era chiaro che anche l'autorità dello Stato dovesse accentrarsi
1) Arch. de Rei. Etrang. Paris. Rclat. poi. et comm., voi. 278, 1797-99.
2) Il Duca del Monferrato era stato nominato Governatore di Sassari, il Duca del Genevese comandante generale della fanteria miliziano, il Conte di Moriana coman­dante generale della cavalleria, il Duca di Ci ablese presidente della Commissione delle