Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; SARDEGNA
anno
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1937
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pagina
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251
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Fuorusciti sardi ed agenti francesi, ecc. 251
nella Corte; né questo era un male, se si voleva, realmente, ristabilire 1 ordine, impedire le mene rivoluzionarie, prendere seri provvedimenti ai difesa e conservare Pisola alla Casa regnante. Se un po' di malcontento era negli ambiziosi e nei delusi, il popolo era conia Monarchia? bastava che questa non Io dissanguasse e lo proteggesse contro gli enormi pesi feudali, per averlo con sé. H Sulis, è vero, era caduto dalla primitiva altezza; sciolte le sue centurie per un nuovo e più razionale ordinamento dell'esercito non per niente a capo di questo erano stati messi i Principi Reali egli era stato nominato semplice direttore delle saline e non era potuto sfuggire a quegli odi che ognuno accumula su di sé quando occupa un posto di responsabilità. II suo contegno parve presto sospetto, ma il Duca d'Aosta che, in merito dei servizi da lui resi al paese durante l'invasione francese del 1793, voleva salvarlo, gli offri la carica di console a Smirne, che, allontanandolo dall'isola, avrebbe, forse fatto cessare i vecchi rancori e l'avrebbe messo al riparo dai nuovi sospetti. Non volle accettare, sia che non volesse allontanarsi da Cagliari, sia che volesse tener testa, forte della sua proclamata innocenza, alle accuse che i suoi nemici gli lanciavano. E fu la sua rovina, che, poco dopo, imbastitosi contro di lui un processo per cospirazione contro la Monarchia, assolto dai giudici ordinari, veniva rinviato ad un tribunale speciale, che con procedura segreta, lo chiudeva nella torre d'Alghero. Ma gli emigrati sardi vedevano ogni cosa con le lenti della loro passione e dei loro interessi, onde sapremo, in seguito, da altro rapporto del Petretto al Coffin, che Vincenzo Sulis aveva proclamato la rivoluzione in Sardegna, battendo la campagna (dia testa di 700 uomini armati (!)
Questa lettera con le osservazioni e le esortazioni più calorose ad agir presto, fu dal Coffin trasmessa al Ministero degli esteri il 4 messidoro dell'anno VII (22 giugno 1799), mentre il Petretto, in altra del 25 dello stesso mese, rendeva conto all'Angioy del suo ritorno in Sardegna, seguito da una più pronta fuga2)
Aveva sperato anche Ini nell'amnistia pubblicata in Sardegna il 6 marzo di quell'anno, e sperava di trascorrervi tranquillamente il resto della sua vita coi figli Francesco ed Ignazio che ve l'avevano accompagnato. Ma, da nomo prudente ed
Torri. Il Conte di Ghialamberto aveva assunto la responsabilità del Governo. U Duca d'Aosta era governatore di Cagliari. Dopo la partenza del Re il Conte di Moriana fa nominato Governatore di Sassari, dove mori. Gli fa eretto un magnifico mausoleo nella Cattedrale.
i) Cfr. SXOTTOPiNTOB, Storia civile dei popoli sardi, p. 18.
2) Arch. des Rei. Etrang. Paris. Sardaigne, 1792-1812.