Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <260>
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Sebastiano Poh
i mozzi di compierla e di assicurarla, e il fatto che chiedesse poche forze dimostrava come fosse sicuro della riuscita. Il Guys notava anche che, per conto suo, aveva voluto controllare le affermazioni dell'Augioy ; aveva parlato col console Laugier, col Coffin, col Ginguéné e tutti convenivano col profugo sardo, H progetto d'invasione da lui stesso elaborato era stato accettato dal Governo, ma si trattava ora di vedere se, nello stato attuale delle cose, fosse più utile accelerarne l'esecu­zione o rimandarla di qualche tempo. Questa seconda decisione poteva esser giustificata dalla necessità di truppe e di danaro che il Direttorio aveva per condurre la guerra in Italia. L'Angioy, però, aveva combat­tuto questa difficoltà con il poco numero dei contingenti militari che richiedeva e con l'impegno di far riavere all'erario, a breve scadenza, per mezzo delle risorse sarde, le spese che avrebbe incontrato nella spedizione.
A questo punto, pur rimandando ancora all'attento esame del memoriale angioino, il Guys ritiene suo dovere illustrare ancor meglio i motivi per cui l'impresa di Sardegna si rendeva necessaria alla Francia.
La Francia, ormai, aveva riconosciuto l'utilità grande dell'occu­pazione della Sardegna, era stata decisa anche la spedizione militare, era incerto solo il tempo: ma non poteva darsi che gl'Inglesi utoujours jaloux (Vavoir des posséssions dans la Mediterranée et d'y dominer exclu-sivement avessero concepito lo stesso disegno e lo eseguissero senza altro, ponendo la Francia di fronte al fatto compiuto? Quali terribili conseguenze, allora, per la Repubblica!
L'occupazione inglese dell'isola mediterranea avrebbe significato la totale rovina del commercio francese e spagnolo, il predominio assoluto dell'Inghilterra in un mare latino, l'approvvigionamento sicuro di Mahona e di Gibilterra,l'influenza britannica estesa alla Sicilia, che sarebbe divenuta vassalla d'Albione, l'intercetta­zione delle comunicazioni francesi con l'Egitto, Malta e l'Oriente. Gl'Inglesi avreb­bero dettato legge all'Europa, dominandone tutti i mari, e agli stesai stati barba­reschi. Né era da obiettarsi che essi, avendo bisogno di tutte le loro forze nel momento storico che l'Europa traversava, non avrebbero potute distrarle in un'impresa rischiosa ed incerta qual'era l'occupazione nuli tare della Sardegna, poiché essi sospet­tavano già le intenzioni di Parigi e non si sarebbero Lisciati prevenire se si fosse lasciato loro il tempo di raccogliere forze sufficienti; la recente resa di Civitavecchia dava già loro i mezzi necessari. Non bisognava lasciarne loro il tempo; tutto pro­vava che essi pensavano seriamente ad un'impresa militare sulla Sardegna; gli emigrati corsi, loro partigiani, s'andavano raccogliendo in Sardegna e la stessa par-tema del Re era dovuta alle loro insistenze: essa rispondeva ad un loro piano: Io indebolimento della resistenza dei Sardi che dovevano considerarsi abbandonati dal Sovrano, A qualunque costo bisognava impedire il piano inglese: se hi Sardegna, infatti, fosse stata occupata dagli Austriaci o dai Russi non vi sarebbe stato da