Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; SARDEGNA
anno
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1937
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pagina
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263
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Fuorusciti sardi ed agenti frantesi, ecc. 263
del popolo; il march. Cugia, comandante della piazza di Sassari ed il cav. di Thiesi, che godeva tutta la sua fiducia e godrà, in seguito tutta la fiducia del viceré Carlo Felice, sono i capi d'una banda d'assassini; il Re ha violato il trattato di Torino poiché ha intelligenze segrete con gì' Inglesi, che vengono largamente favoriti ed approvvigionati nella isola a danno dei Francesi: le sconfitte francesi e i progressi austro-russi in Italia sono state celebrate in Sardegna con feste, inni di ringraziamento a Dio e canti di gioia.
Tatto ciò era insopportabile per la dignità della Repubblica: occorreva finirla con un'ostilità che negava i trattati; bisognava operare e senza perder tempo.
I mezzi? Suscitare una rivoluzione come si era fatto in altre parti d'Italia ed intervenire subito: si richiedeva, però, segretezza e precisione. La parte settentrionale dell'isola, secondo il Dubois, era devota atta Francia, e gli abitanti, robusti, arditi e fieri, oppressi dalle gravezze feudali, angosciati dalle vessazioni della Corte, avrebbero colto la prima occasione per spezzare le catene della tirannide. Due o tremila uomini gettati dalla Corsica sulla Sardegna, coadiuvati dai repubblicani locali, sarebbero stati sufficienti a dar l'isola nelle mani della Francia. Il cittadino Angioy, rifugiato a Parigi, era l'uomo del momento: egli vantava nell'isola aderenze e largo parentado per cui la sua opera sarebbe riuscita di somma utilità. Non poteva obiettarsi che un'altra spedizione contro la Sardegna era finita male; le circostanze erano, ora, mutate e quella stessa operazione militare non era stata condotta con la destrezza ed abilità necessaria. Ad alcuni sembrava che i rovesci repubblicani nella penisola dovessero sconsigliare la spedizione, ma egli riteneva che presto la Francia avrebbe riacquistato la sua fortuna ed il suo prestigio con nuove immancabili vittorie. Eventi passeggieri, per quanto dolorosi, non dovevano ritardare una spedizione che sarebbe stato opportuno affidare al gen. Marmée, che, quale comandante della armata d'Italia era in grado, meglio degli altri, di giudicare dell'opportunità di tempo e di mezzi. H Dubois riteneva, ad ogni modo, che quello fosse il momento più opportuno per agire di sorpresa: il Re, grazie alle vittorie austro-russe, ritenendo la Francia scoraggiata, e sapendola impegnata con nemici forti ed agguerriti, non avrebbe mai pensato che un colpo mortale stesse per abbattersi su di lui: bisognava mantenerlo in quest'illusione preparando tutto in Corsica con grande segretezza e colpendo all'improvviso.
La seconda parte del documento parla dei grandi vantaggi economici e politici dell'acquisto della Sardegna: vi si ripete quanto dirà