Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <265>
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Fuorusciti sardi ed agenti francesi ecc. 265
tre: la condizione spirituale dell1 isola in rapporto alla vita politica, le risorse economiche presenti e future, 1' importanza militare e com­merciale. Le informazioni, specie riguardo alla prima parte, sono certa­mente di fonte fuoruscita: basterebbe raffrontare tutti questi memo­riali, rapporti, piani d'occupazione con la memoria del Guys, testé esaminata, con quella del Coffin, da me esaminata in altro mio lavoro e specialmente col Memoriale Angìoy che ci accingiamo ad esaminare, per vedere Finspirazione comune. Il Memoriale Angioy potrebbe chia­marsi la raccolta di tutte le forze fuoruscite sarde in un documento che doveva esser l'ultimo e supremo assalto destinato a distruggere ogni esitazione francese. Vasto di mole, ricco di clementi, raccoglie quanto gli altri han detto, illustra ed illumina avvenimenti passati e condizioni presenti, sempre dal punto di vista repubblicano. Pubbli­cato dal Boi nel 1925 fu da me nuovamente esaminato negli Archivi del Ministero della Guerra, a Parigi, dove occupa una parte importante fra le carte che riguardano la Sardegna: comprende tre fascicoli, il primo dei quali, più voluminoso, è diviso in cinque parti, e tratta della utilità dell' occupazione della Sardegna da parte della Francia della necessità dell'occupazione dei mezzi per attuarla; termina con un piano d'occupazione : il secondo fascicolo tratta del Governo da darsi all'isola ad occupazione compiuta, il terzo è un elenco delle notabilità sarde dichiaratesi, più. o meno occultamente, favorevoli alla Francia. Il documento continua una breve parte introduttiva di carattere storicogeografico, con riferimento alla posizione strategica della Sar­degna nel centro del Mediterraneo ed allo splendore economico raggiunto da essa nell'antichità. La sua decadenza non aveva pia avuto arresto dopo che era divenuta dominio della Casa di Savoia, tuttavia, non ostante il completo abbandono del Governo aveva ancora importanti risorse che dall'agricoltura si estendevano alle miniere, dall'alleva­mento del bestiame alla pesca. Produceva una media annua di 500.000 staxeDi di grano e di 60.000 quintali di formaggio: esportava salumi, vino, olio, tabacco, soda, paste alimentari in Italia, Corsica e Francia: possedeva miniere di piombo, argento, ferro, rame, mercurio; cave di marmo, di diaspro, agata, porfido, ecc. Esperimenti ben riusciti aveva dimostrato la possibilità della cultura del cotone, della canna da zucchero, del caffè, dell'indaco, mentre le coste abbondavano di pesci d'ogni genere e di ricchi banchi di corallo. La potenza marittima che avesse posseduto la Sardegna avrebbe dettato legge al commercio del Mediterraneo, dell'Africa e del Levante poiché tutte le navi europee in rotta per l'Oriente o dall' Oriente dovevan toccare per forza qualche