Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; SARDEGNA
anno
<
1937
>
pagina
<
266
>
266
Sebastiano Polo
ponto dell'isola: una flottiglia di bastimenti leggeri, perciò, stanziata fra Cagliari e S. Pietro, avrebbe danneggiato estremamente il commercio inglese ed avrebbe intercettato le comunicazioni fra la Sicilia e Ma-bona; la Francia e i suoi alleati avrebbero trovato, invece, sicuri approvvigionamenti e facili approdi a danno della flotta britannica.
Le risorse dell'isola chiedevano d'esser sviluppate: che si favorisca la popolazione, che s'incoraggi l'agricoltura e lo sfruttamento della terra, che siano utilizzate le miniere, migliorate le saline, incoraggiate le arti e le manifatture e si riconosceranno tutti i vantaggi che si possono ritrarre dalla Sardegna, che, in gran numero di articoli, potrà fornire le materie prime e lavorate e soprattutto le sue risorse di commestibili aumenterebbero in ragione dell'accrescimento della coltura e del lucro .
Prospettata l'importanza economica dell'isola, l'Angioy ne esamina l'importanza politica. L'occupazione della Sardegna era necessaria alla Francia: era impossibile supporre che Inglesi e Russi non vedessero i vantaggi che l'isola avrebbe procurato a chi l'avesse posseduta, e se questi vantaggi vedevano, era da supporre che avrebbero cercato di rendersene padroni: nessuno allora avrebbe potuto cacciarli via ed essi ne avrebbero fatto il centro del commercio levantino e barbaresco e del loro dominio mediterraneo: di là avrebbero tenuto senza posa l'Italia in timore e là sarebbe stata la base di tutte le loro operazioni marittime. Era ormai cosa nota che gl'Inglesi avevano qualche mira sulla Sardegna : il comandante delle loro forze navali nel Mediterraneo aveva ordinato al console Ghiglini di dargli sicuri ragguagli sulla Sardegna, specie sulle risorse economiche, e dopo quei ragguagli egli aveva iniziato una persistente opera di penetrazione ira il popolo a base di sterline. Anche la Russia desiderava qualche porto in Sardegna o almeno nelle isole adiacenti; ne aveva fatto richiesta alla Corte di Torino, che non aveva voluto aderire perchè lo Czar pretendeva esercitarvi diritti di piena sovranità; ma nelle circostanze nuove, in cui lo Czar si dichiarava protettore del Re, non era difficile che potesse ottenere quel che già aveva inutilmente tentato. H Re, infatti, privo di danaro e di truppe, era nell'impossibilità di difender l'isola contro l'aggressione d'una grande potenza; quale difficoltà, quindi, che egli la cedesse alla Russia o all'Inghilterra in compenso di qualche piccolo stato in Germania o in Polonia?
Ciò posto, l'urgenza dell'occupazione dell'isola da parte della Francia si faceva evidente: bisognava, in qualunque modo, prevenire Inglesi e Russi.