Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <269>
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Fuorusciti sardi ed agenti francesi ecc. 269
avrebbe provveduto a radunare in Corsica per unirli alla spedizione, tutti i fuorusciti sardi
Poiché non era improbabile che nella mente del Direttorio potes­sero nascere dubbi e difficoltà su quanto FAngioy aveva esposto, e, in modo particolare sulla sua personalità e sulla possibilità di rifar Pera-rio della Repubblica delle spese che avrebbe incontrato per la spedi­zione, egli cerca di dissiparli richiamando la testimonianza in suo favore degli agenti repubblicani con cui era o era stato in rapporto; essi potevano ben attestare del civismo ed attaccamento alla Repub­blica Francese dell'esponente e dell1 influenza che ancora godeva in Sardegna, dove contava sempre amici autorevoli e parenti rispettati Assicurava che non solo la Repubblica sarebbe stata presto rifusa delle spese prospettate, ma che le sue truppe avrebbero trovato in Sardegna a immense risorse per la loro sussistenza poiché l'isola abbon­dava di viveri d'ogni genere ed egli era stato assicurato dai suoi amici e parenti che i Comuni si sarebbero fatto un dovere ed un piacere allo stesso tempo di fornire al primo momento molti generi di sussi­stenza ; così pure era sicuro che se la cassa pubblica sarda non avesse avuto fondi per provvedere alla restituzione in contanti del denaro anticipato, le famiglie agiate avrebbero anticipato il necessario e con piacere, anzi, avrebbero dato contributi straordinari. D'altra parte sapeva che esisteva in Sardegna un importante quantitativo di tabacco che, alla sua partenza, era stato valutato per circa 400.000 scudi sardi, pari, cioè a 2.000.000 di franchi; la nuova raccolta era imminente e si prometteva abbondante assai; v'era anche pronta per l'imbarco una grande quantità di sale da piazzarsi in Corsica, Genova e Nizza; in caso d'urgenza poteva mettersi la mano sui Monti Frumentari, isti­tuiti in tutti i Comuni. Si avrebbe, quindi, il mezzo di far fronte subito alle prime spese e di restituire l'anticipo; in seguito erano assicurate altre e più ricche risorse. Le entrate pubbliche, in Sardegna, erano calcolate su una media di 700.000 scudi, più 20.000 destinati all'ammi­nistrazione delle torri; un totale, quindi, di circa 3.600.000 franchi; vi si sarebbero potute aggiungere le rendite delle case religiose, ammon­tanti a circa 500.000 franchi ed i beni dei gesuiti, ancora invenduti, ma che si sarebbero potuti ipotecare o alienare. Altri utili potevan ricavarsi dalle saline e dagli stagni, nonché dai beni feudali e delle chiese, assai vasti e redditizi, tanto che davano una rendita comples­siva annua di 12.000.000 di franchi.
Il popolo era stanco di pagar decime e diritti feudali, onde sarebbe stato disposto a nuovi sacrifici come lo era nel '96 quando molti Comuni
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