Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <270>
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Sebastiano Pota
del Capo settentrionale gli avevano offerto tutto il necessario per U mante­nimento delle truppe che si fossero fatte venire neWisola per liberarli dai diritti e vessazioni feudali. Tutte queste considerazioni dovevau distrug­gere ogni esitazione nella Repubblica; se essa aveva speso somme enormi per l'occupazione della Corsica e di Malta, dalle quali nessun utile ricavava, era da credersi che non avrebbe rifiutato un piccolo sforzo e momentanei sacrifici per l'impresa di Sardegna, la quale oltre all'approvvigionamento delle sue flotte e delle sue armate e di alcuni dei suoi dipartimenti le avrebbe procurato incalcolabili vantaggi in tempo di pace e in tempo di guerra .
L'ultima parte del memoriale contiene alcune osservazioni sui mezzi di governare la Sardegna.1) Premesso che i Sardi sono natu­ralmente guerrieri, vivaci, bene armati, sobri e laboriosi ma estrema­mente gelosi dell'onore delle loro donne e fortemente attaccati alle loro vecchie abitudini ed alla religione l'Angioy afferma la necessità di cattivarsene la benevolenza poiché il contrariarli avrebbe portato funeste conseguenze ed una guerra nazionale che sarebbe stata inter­minabile . Era necessario, quindi, evitare misure di rigore, opposizioni ai costumi locali ed alla religione, far gradire, invece, la rivoluzione con saggia politica . Consigliava, quindi, appena compiuta la conqui­sta, la formazione d'un Governo Provvisorio, che avrebbe dovuto emanare subito un proclama per assicurare il popolo del rispetto dei suoi costumi e tradizioni, della sua fede religiosa, dei suoi beni. Contem­poraneamente si sarebbero dovuti abolire feudi, fidecommessi, maggio-raschi e titoli di nobiltà. Si sarebbe dovuta imporre e mantenere una rigida disciplina fra le truppe di occupazione in maniera da evitare qualunque lamento da parte degli isolani La giustizia si sarebbe dovuta amministrare secondo le leggi locali. Il Governo Provvisorio avrebbe dovuto radunare gli Stati Generali per redigere una costitu­zione secondo i principii di uguaglianza e libertà, ma tenendosi conto degli usi ed opinioni religiose del paese; bisognava, quindi, conservare i vescovi, i curati, il calendario, e certi usi e tradizioni inveterate nelle amministrazioni pubbliche. Seguendosi altri sistemi si correva il rischio di perder tutto. Gli Stati Generali avrebbero provveduto anche ad una pronta ed equa distribuzione delle imposte, rese necessarie anche dalla necessità del mantenimento delle truppe. Il giorno dello sbarco delle
l) Questa parte del memoriale Angioy era conosciuta ancora prima che fosso pubblicata dal Boj. Cfir. in proposito: MnttAtrr, Ilistoim de la Sardaigne {1825), voi. 2; PoiA, I moti delle campagne di Sardegna* ecc., voi. 2.