Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; SARDEGNA
anno <1937>   pagina <273>
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Fuorusciti sardi ed agemi francesi, ecc. 273
Governatore, ed alla conseguente caduta della piazza di Alghero, pre­sidiata solo da 300 uomini del Reggimento Sardo, si basava sul falso supposto che sassaresi ed alghcresi fossero tutti per la repubblica francese. Eppure Sassari aveva dimostrato con feste e luminarie quale fosse stata la sua gioia per la fallita marcia su Cagliari nel 1796, e non aveva mosso un dito quando, nel settembre di quello stesso fortunoso anno, alcuni fuorusciti ritornati nelP isola e condotti dai fratelli Muroni, avevan tentato di penetrare in città con un buon numero di villici raccolti nel Logudoro in nome del i?e, per liberarvi i Petretto e tentare la rivolta ed il saccheggio. Diceva PAngioy, nei suoi memoriali, e ripetevano i snoi amici, ohe i tempi erano mutati e che l'oppressione fiscale aumentata aveva trasformato il popolo alienandolo dalla Monar­chia, ma quando il Sanna-Corda tenta di far insorgere la Gallura non ha con sé che un capo di banditi il quale, per giunta, lo tradisce.
H memoriale Angioy, tuttavia, è la somma di tutti i tentativi dei fuorusciti per indurre la Francia all'occupazione militare della Sardegna che sarebbe stata per loro la fine del doloroso esilio, il riac­quisto della patria lontana e, come speravano, il raggiungimento di onori e cariche lucrose che li avrebbero compensati di lunghe sofferenze. Nessuna meraviglia, perciò, se al vero si mescola il falso, al giusto l'esagerazione, quando questo possa servire allo scopo.
Dall'ultima parte del documento riportato sembrerebbe che PAngioy e, per esso il fuoruscitismo sardo, non tendesse all'annessione pura e semplice della Sardegna alla Francia, ma alla costituzione d'una repubblica protetta, qual'erano in Italia la Cisalpina, la Romana e la Partenopea. Ma, a parte che gli agenti francesi, nei loro rapporti e memoriali, parlino sempre di conquistat non poteva esser certo nell'inte­resse francese la conservazione d'una piccola repubblica mediterranea quando all'isola volgevan gli occhi bramosi Russi ed Inglesi. D'altra parte una Repubblica Sarda, cosi come era immaginata dalPAngioy, non si sarebbe trovata in diversa condizione, rispetto a Parigi, di quel che si trovava il Regno di Sardegna rispetto a Torino. Anche questo aveva le sue autonomie, i suoi privilegi, i snoi Stamenti o Stati Generali come li chiama PAngioy usando la terminologia francese, ma, con tutto ciò, chi mai avrebbe supposto che esso non dipendesse dal Governo di Torino? La Sardegna repubblicana doveva pagar tributo d'uomini e di danaro alla Francia, doveva pagare in contanti i benefici della schiavitù, doveva essere colonizzata dai francesi come un brano qual siasi d'Abissinia, doveva sottostare ai monopoli commerciali della sua protettrice, doveva, infine, ricevere una guarnigione francese. E