Rassegna storica del Risorgimento
"ITALIA (L')"; PISA ; GIORNALISMO
anno
<
1937
>
pagina
<
279
>
Contributo alla storia della stampa nel Risorgimento 279
Francesco Bonaini, *) Cesare Studiati,*) Guglielmo Martolmi,*) Giuseppe Bianchi,U Emilio Frizzi,8) Niccolò Mecherini,6) Paolo Fobini. *>
1) Tedi nota a p. 277
2) Cesare Studiati (n. a Pisa il 14 gennaio 1821, m. ivi il 20 novembre 1894). Laureatosi in medicina, prese parte, col Centofanti e col Ruschi, ai moti politici del'48. Amico del Montanelli e del Giusti e nipote di Ridolfo Castinelli si arruolò nel battaglione pisano e quando le compagnie di Pisa e di Siena si unirono egli ne assunse il comando col grado di maggiore. In una ricognizione ordinatagli dal De Laugier (maggio 1848) fu fatto prigioniero dagli austriaci nei pressi di Peschiera. Fu in corrispondenza con Mazzini, con Garibaldi, con Cavour e con Vittorio Emanuele. Fu uno dei firmatari della protesta Montanelli per l'espulsione delle Suore dette Gesui tesse . Dopo la campagna del '48 si dedicò indefessamente a studi in vari rami delle scienze, ma specialmente, in anatomia, in chimica e in botanica. Successe a Villifranchi, all'Arcangeli, ad Alessandro Bianchi nella cattedra di fisiologia all'Università di Pisa e supplì il Bertagnini in quella di chimica. Ha lasciato una ventina di note scientifiche pubblicate nel Giornale Italiano di Scienze Mediche, nel Giornale Agrario Toscano e negli Atti della R. Accademia delle Scienze di Torino. Busto in marmo nell'Orto Botanico di Pisa,inaugurato il 7 aprile 1872. (Cfr. : FCBINI C, Commemorazione di Cesare Studiati, Pisa, Nistri, 1895; TTVABONI, L'Italia durante il dominio austriaco, Torino, 1893).
3) Guglielmo Martolmi (n. a Livorno il 24 settembre 1810, m. a Pisa il 29 luglio 1875). Insegnò per vari anni matematiche superiori all'Università di Pisa. Fu conservatore dei monumenti e antichità pisane intorno a cui lasciò alcune pubblicazioni. Nonostante il suo carattere che lo portava a frequentare compagnie allegre e scapigliate fu uno fra i piò fattivi del movimento liberale toscano. Era amicissimo del Giusti, che lo ricorda in alcune sue lettere, e del Montanelli, collaborando con lui alla fondazione e alla redazione de L'Italia. (Cfr.: GIUSTI, Epistolario, curato da F. Martini} MONTANELLI, op. cit.).
*) Giuseppe Bianchi di Pisa, avvocato, aveva studio insieme al Montanelli che, come si rivela da una lettera del Bianchi al Montanelli, lo lasciò consegnatario della propria biblioteca legale. Volontario nel battaglione pisano, fu fatto prigioniero nella giornata di Curtatone e Montanara e condotto, col Montanelli a Innsbruck vi rimase fino all'armistizio Salasco (settembre 1848). Fu il corrispondente del Montanelli durante l'esilio a Parigi. (Carteggio Montanelli-Bianchi. Archivio Mondello, 82-B).
5) Emilio Frizzi di Livorno (1810). Laureatosi in legge fece parte dello studio Montanelli e fu amministratore de L'Italia. Il suo nome figura tra i firmatari della nota protesta Montanelli ed è spesso ricordato da lui per incarichi politici. Fa col Ruschi uno dei fiduciari della stampa clandestina pisana e, nel 1848, fu col Castinelli capitano della Guardia Civica pisana. (MONTANELLI, Memorie, ecc., voi. I, p. 147-149; VIESSEUX, Documenti del Risorgimento, Bibl. naz. (mss.) 133; V, Gazzetta di faenze, 1848, sem. II).
6) Niccolò Mecherini di Pisa, volontario nel battaglione Civico pisano combattè a Curtatone e fatto prigioniero seguì la sorte del Bianchi surricordato. (Cfr.: Monitore Toscano, H semestre 1848).
7) Paolo Fobini, di Pisa, óltre che per la sua partecipazione alla fondazione de L'Italia va ricordato quale appartenente alla società segreta I Figli d'Italia e soprattutto per l'eroismo dimostrato a Curtatone il 29 marzo 1848, cooperando con queir Elbnno Gasperi alia messa in azione della batteria di Curtatone a sotto la grondine delle palle, come scrive il Montanelli nelle sue Memorie. Ufficiale del genio è spesso ricordato col Castinelli per pregevoli opere di difesa militare. (Cfr.: MONTANELLI, op. cit. voL H, p. 340; Documenti Ministero Toscano della Guerra. Archivio di Stato, Firenze).