Rassegna storica del Risorgimento
"ITALIA (L')"; PISA ; GIORNALISMO
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1937
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280
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Ugo Mondello
Benché non risolti dall'elenco dato dal Frizzi, anche Pietro Parrà, morto eroicamente a Curtatone il 29 maggio 1848, fa fra i fondatori del giornale come si deduce da una nota alla lettera che il maggiore Malenchini indirizzava all'Italia per esaltare la fine del Parrà.
Dal ricordato rendiconto di chiusura si deduce che i fondi raccolti dovevano essere scarsi se per dar vita al giornale fu necessario fin dal suo inizio, un prestito di 500 scudi toscani anticipati dalla Banca di Sconto, contro cessione di un titolo cambiario firmato da due promotori del giornale e precisamente dal Ceramelli e dal Ruschi, mentre un altro prestito di scudi 300 fu fatto per provvedere al deposito cauzionale richiesto dalle leggi toscane sulla stampa.*) Un terzo prestito di lire 1000 (circa 200 scudi) fu contratto nei primi del 1848 sempre presso la Banca di Sconto di Pisa, contro rilascio di una cambiale firmata dal condirettore del giornale aw. Antonio Dell'Hoste e dal conte aw. Francesco Mastiani, rinnovata il 19 luglio 1848. Col ricavato di questa cambiale l'amministratore dott. Enrico Frizzi provvide a un versamento all'amministrazione della Rivista indipendente di Firenze, perchè provvedesse a far recapitare agli abbonati de L'Italia, che avevano complessivamente versato lire 2000, altrettanti numeri della Rivista. Nell'atto che il giornale cessò le pubblicazioni le passività sommavano ad un totale di 800 scudi, somma non rilevante, che ripartita fra i 17 soci, gravò su ciascuno per circa 47 scudi, che il Frizzi è benevolo di riscuotere a quote mensili di appena 20 lire. A meglio illustrare le vicende economiche di questo foglio credo opportuno riportare nella sua integrità il rendiconto compilato dal Frizzi:
Terminata la pubblicazione de L'Italia, vani fondatori di questo giornale che alloca si trovavano in Pisa, incaricarono il sottoscritto di sistemare l'interessi della società e furono per tale oggetto rilasciate al medesimo tutte le carte relative a questa intrapresa.
Risultava da queste che il deficit della società ascendeva a scudi 800 dei quali 500 erano stati presi alla Banca di Sconto dal Direttore Adriano Biscardi con la firma dei signori Ceramelli e Buschi fino dal febbraio 1847 e servirono per ricompensare alcuni collaboratori del giornale, come risulta da una convenzione firmata nel di 20 febbraio 1848 da varai soci, i quali stabilirono di prendere quella somma per
1) Il Parrà è ricordato fra i fondatori del giornale L'Italia in nota redazionale nel n. 98 detto giornale p. 392, anno I. Sul Parrà si veda anche: U. MONDELLO, op. cit, e Monoliti, in Dizionario Storico Italiano.
2) T fondi erano infatti scarsi, dalle 600 alle 700 lire come ce lo fa sapere il Montanelli nelle sue Memorie: Ci mettemmo in quindici o sedici la mano in tasca per provvedere alle spese dei primi fogli de V Italia, con quaranta lire per uno. Ecco il capitale . (MONTANELLI G., Memorie, eoe., voi. I, p. 294).