Rassegna storica del Risorgimento

"ITALIA (L')"; PISA ; GIORNALISMO
anno <1937>   pagina <281>
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Contributo alla storia della stampa nel Risorgimento 281
assicurare resistenza del giornale, obbligandosi rilevare- indonno il direttore o chi con lui avesse firmata la cambiale.
Gli altri sondi 300 sono il debita contratto fino dal giorno in cai ebbe principio questa intrapresa e servirono per il deposito al Monte Pio, come garanzia al governo in conseguenza all'obbligo che allora era imposto alla pubblicazione dei giornali. Questi 300 scadi furono, dal direttore levati dal Monte, terminato il giornale, per saldare del sno avere lo stampatore Nastri e per dare lire mille alla direzione della Rivista di Firenze, la quale si obbligava di mandare quel suo giornale agli associati dell'Italia, i quali avevano anticipato il loro abbonamento sborsando fra tutti, alla nostra direzione non meno di lice duemila e, finalmente, per estinguere un debito di lire mille alla Banca di Sconto di Pisa, per una cambiale firmata sotto dì... e rinno­vala sotto dì 19 luglio 1848 dai signori Francesco Mastioni e aw. Dell'Hoste i quali avevano preso ad imprestito quella somma per pagare lo stampatore Nistri il quale altrimenti si ricusava di stampare il giornale.
Rimangono alla società alcuni crediti di abbonamenti arretrati ma di questi sarà difficile l'esazione se non impossibile. Dovendosi pertanto, com'è di giustizia, ripartire fra tutti i soci fondatori questo debito di scudi ottocento, essendo essi soci in numero di 17, come vedesi dalla nota riportata in calce alla presente, viene a risul­tare che il debito di ciascun socio è di scudi 47.0.8.3.
Ella pertanto come uno dei soci fondatori di questo giornale, viene invitato con la presente, a sborsare nelle mie mani la indicata somma, tutta in una volta o a rate, come più Le piacerà, avvertendola aver convenuto la maggiorità dei soci che le rate non debbono essere minori di L. 20 al mese. Perà sarà mia cara di mandare ogni mese un esattore a riscuotere l'indicata rata a quei soci i quali non avranno pagato tutto il loro debito o non mi avranno fatto sapere in guai modo desiderano fare questo versamento. Nel caso che fosse possibile realizzare in tatto o in parte i crediti della società per gli abbonamenti arretrati, il sottoscritto restituirà a ciascun socio, quella quota che gli sarà correspettivamente dovuta.
Compita la sistemazione di questi interessi, il sottoscritto si obbliga di rendere esatto conto del suo operato. *)
Pisa, 1 febbraio 1849.
Dott. Emilio Frizzi.
Dal suiriportato rendiconto si rileva che la vita de L*Italia, che por ebbe tanta influenza sugli avvenimenti polìtici in Toscana, non era assicurata a un fondo di riserva per sostenerne la pubblicazione.
1) In margine olla copia della circolare Frizzi, diretta al Montanelli, si legge sotto la data 17 marzo 1849: v Ricevo dal cittadino Giuseppe Montanelli, per le moni di Sci-pione:Nafcili (il gerente citato a nota 2, p. 276), scudi 47. soldi 8, denari 3, per sua quota in forma della memoria suddetta. A me dico lire 47.0.8.3. Fto. Dr. Emilio Frizzi . Sul giornale L'Italia badato qualche notizia lo Sforza nel suo studio: il Giornale pisano L'Italia e una vendétta di F. D. Guerraazi, in Rivista Storica del Risorgimento Italiano, anno III, fase. VII, riportandone anche il programma, ignorando però i particolari finanziari del giornale e i suoi sostenitori, come ci è rivelato dal documento del Frizzi che andiamo pubblicando.