Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <284>
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GORIZIA OTTOCENTESCA 3 DA VILLAFRANCA ALL'ARMISTIZIO DI CORMONS
(SILLOGE DOCUMENTARIA)
I.
Il barone Francesco de Buffa-Castellalto, presidente del circolo di Gorizia, che nel '59 aveva spiegato la sua straordinaria ferocia contro tutto ciò che poteva far risaltare l'italianità di Gorizia e della sua provincia, non aveva smobilitato neanche dopo Yillafranca.
Il sospetto, che a Gorizia potesse esistere un nucleo vitale e attivo del Gomitato d'azione, che lo tenesse in scacco, non gli dava pace*
Verso gli ultimi giorni d'agosto del '59 era venuto a Gorizia il triestino Giuseppe Penso, direttore e comproprietario della drogheria Francesco Meli in Trieste, assieme al suo amico Resilio, consocio della ditta Postel e Usilio, ambidue politicamente sospetti all'Austria.
Il Penso, in quell'occasione, avrebbe sparlato del Governo nel­l'Albergo Faifer in Piazza del Corno (ora De Amicis) con delle persone di macchiata reputazione politica in senso austriaco, proferendo un'infinità d'ingiurie contro l'Austria e auspicando la rovina dell'impero austriaco.
Durante la sua permanenza a Gorizia abitava nell'Albergo all'An­gelo d'oro, prendeva i pasti in casa Meli, frequentava la caffetteria di Giuseppe Dell'Agata, ove si trovava con Giuseppe AnelliMonti, Giuseppe ing. Candutti e il pittore Francesco Tornio.
Reduce da un viaggio in Piemonte, intrapreso nell'ottobre di quell'anno, il Penso sarebbe stato apportatore di grandi speranze per la causa insurrezionale .
Ma ecco quanto il de Buffa scriveva:
N. 46 Pr.
Al Podestà della Citta di Gorizia Sig. Carlo D.r Doline
L'I- R. Tribunale Provinciale di Trieste con Nota del 30 gennaio p. p. N. 564 fece conoscere, che pende presso quel Tribunale il processo per crimine di pertur­bandone dell'interna tranquillila dello Stato in confronto dell'arrestato israelita Giuseppe Penso di anni 27, direttore e socio della drogheria di Francesco Meli in quella Citta.
i) Vedi Rassegna, a. XX (1933), fase. II, pp. 315-397; a. XXI (1934), fase. V, pp. 1103-1122.
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