Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
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1937
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289
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Gorizia ottocentesca
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Assicuro d'altronde la Signoria Vostra che l'esperienza, fatta durante il mio servizio negli anni 1848 e 1849, mi ha insegnato che alle condizioni, dalle quali è oggi minata la monarchia, e all'entusiasmo, che sa suscitare l'agitazione rivoluzionaria, si deve reagire con la massima severità.
Nello stesso giorno il de Buffa scriveva al podestà di Gorizia:
E mot di dubbio che l'agitazione rivoluzionaria nelle provincie italiane, non appartenenti all'Austria, cerca novomente di prendere piede anche nel Litorale per diffondere delle notizie allarmanti e produrre dei disordini.
Uno dei suoi scopi principali è di guadagnare, con adescamenti ed utopie, la gente giovane, per i servizi della rivoluzione.
Se anche è d'attendersi che tali disordini troveranno un ostacolo da parte della gente benpensante, tuttavia, durante le attuali condizioni, è un dovere, da porte delle autorità politiche, di fronteggiarli con la massima energia sino dal loro inizio.
Seguiva poi la raccomandazione di chiedere l'aiuto dell'autorità militare, della gendarmeria, delle guardie di finanza o degli altri organi di pubblica sicurezza, al primo sentore di qualche disordine.
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Il 12 ottobre il de Buffa scriveva al podestà de Doliac:
Apprendo da fonte ineccepibile che l'emigrazione rivoluzionaria ha escogitato un nuovo mezzo per mettersi in contatto coi propri compagni di fede viventi entro i confini degli Stati imperiali. Questo mezzo consiste in ciò che i proclami rivoluzionari, incisi in rome, vengono stampati su dei fazzoletti di seta.
Kossuth deve avere a tale fine, nelle sue immediate vicinanze, un incisore in rame; è naturale che, il portare oltre il confine tale contrabbando, none cosa difficile.
Viene inoltre assicurato che sono giunte da poco a Genova 75 casse di bombe all'Orsini, le quali, mediante l'aiuto dei Comitati rivoluzionari, devono venire introdotte nel Veneto, e che potrebbero avere la destinazione di essere sbarcate in uno o l'altro punto del Litorale austriaco.
Nel mentre comunico che sono state impartite le relative istruzioni alle guardie di finanza, raccomando la massima vigilanza.
L'ispettore Wanggo, ch'era stato il primo poliziotto austriaco ad accorgersi dell'esistenza del Comitato d'Azione a Gorizia, veniva invitato, con lettera del 27 ottobre, del direttore di polizia Hell a fornire le prove di tale esistenza e richiesto del parere circa l'internamento degli avvocati Rismondo e Iona e del segretario comunale Favetti.
Due giorni dopo, egli così rispondeva da Robbia, ove risiedeva :
Se fossero state fatte a suo tempo delle rigorose perquisizioni domiciliari al dott. Rismondo, a Favetti, Porattì e ad altri si sarebbe potuto scoprire qualche cosa, per giustificare la misura presa del loro confinamento.
Le osservazioni, da parte della stampa regionale, per aver preso tali misure