Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <290>
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Jìatderi Mario Gessar
eccezionali in allora, non sarebbero state Violente, prendendole ora, in cui da poco vennero internate delle persona li tu importanti in Ungheria, sarebbero sfrenate. Tale misura sarebbe più fuori luogo, e per conseguenza occorre della precauzione* oggi, in cui i problemi nazionali italiani hanno raggiunto dimensioni maggiori.
È vero che non esiste alcun dubbio, che, i predetti individui e tra questi spe­cialmente il Rismondo, si occupino con i pioni rivoluzionari, ed è quasi accertato che gli stessi, in caso di condizioni favorevoli per la loro causa si faranno avanti con prudenza, ma in questo momento nulla esiste contro di loro che possa compro­vare che a Gorizia esista mi Comitato rivoluzionario, oppure qualchecosa di simile, che eserciti il suo terroristico influsso.
E vero che la maggior parte della popolazione, ancora politicamente sana e leale del distretto di Gorizia, formi oltreeid da per sé una solida diga contro le bur­rascose e fanatiche aspirazioni di partito, e, che maledice, quasi all'unanimità, ic oscure macchinazioni dei pochi agitatori.
Però, fatta astrazione da questo mio passionale e forse troppo blando giudizio, tengo per misura prudente il sospendere per ora l'internamento di persone distinte anche per il fatto che Trieste, Gorizia e l'Istria vengono ancora considerate all'estero essere di buoni sentimenti austrìaci, la qual'opinione potrebbe venire scossa prendendo delle severe misure di precauzione.
Tale misura, secondo il mio parere, dovrebbe essere tenuta in sospeso fino a tanto che si avvicinasse un pericolo ai paesi situati verso il confine italiano.
Mi sono deciso di fare questa proposta anche per il fatto che essendo stato ora nominato l'impcrialrcgio consigliere di Luogotenenza cav. de Bosizio a quasi capo provinciale per le questioni politiche della contea di Gorizia, e, dato che ha buona conoscenza degli abitanti essendo egli del luogo, sarà bene lasciare a lui la decisione di un tale passo, di così lunga portata.
Da una nota della luogotenenza di Trieste, diretta al de Bosizio, si rileva infatti che
giusta notizie, degne di fede, pervenute al ministro della polizia, sui moti rivoluzio­nari in Gorizia, bisognava rivolgere agli stessi hi massima attenzione e prendere, contro i partecipanti, le più rigorose misure di repressione.
II Comitato italiano che sino ad ora aveva la sua sede in Udine, date le severe misure di sorveglianza prese dagli organi di polizia si è sciolto, ma si è ricostituito novamente a Gorizia sotto la presidenza del dott. Rismondo.
A quel Comitato appartengono le persone nominate nella nota del 23 corr. di quest'anno n. 39 P. P., nonché l'ex sostituto procuratore di stato dott. Deperis, una persona molto diffamata già negli anni 1848 e 1849.
Tutti i proclami rivoluzionari e gli altri scritti incendiari arrivano dall'Italia. per ferrovia a Gorizia al Seitz e precisamente col tramite d'un suo parente dello stesso cognome, domiciliato in Udine. Il dott. Bismondo procura l'inoltro in Istria, mediante un emissario, mentre gli altri membri del Comitato si sono assunti la distribuzione negli altri luoghi del Friuli.
Non e da dubitare che, in seguito a tale attività sovversiva, in caso del più piccolo movimento rivoluzionario nel Veneto, la fiamma dell'insurrezione scoppierehbe anche al di qua dell'Isonzo; alcuni cittadini di Gorizia, fedeli all'Austria, devono avere già ricevuto delle lettere minatorie, per mezzo delle quali vengono non poco diffidati.