Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <291>
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Gorizia ottocentesca 291
Con riferimento alla comuni raziono del 13 di questo mese n. 163 P., che ho trasmesso in merito olla sorveglianza di quelle persone. La ricerco no vomente di litro le più sollecite ricerche circa il comportamento e le relazioni di quest'individui, perchè venga accertato con sicurezza, se esiste davvero un Comitato oppure una simile organizzazione a Gorizia, per iniziare al caso un processo contro gli affigliati.
Prima di proseguire diremo che le dimostrazioni politiche contro l'Austria avevano avuto inizio in quell'anno a Trieste, avendo l'autorità politica proibito al teatro Mauroner, la sera del 5 agosto, la replica a richiesta del coro dell'orna?: Si ridesti il Leon di Gastiglia .
Il 18 dello stesso mese, genetliaco dell'imperatore, una folla di cittadini si era recata al Passeggio di Sant'Andrea dove aveva intonato dimostrativamente il coro àeWErnanii Siamo tutti una sola fami­glia , dopo di cui, la polizia, per evitare maggiori guai, aveva fatto sospendere lo spettacolo al Mauroner in quella sera.
Otto giorni dopo, la bandiera che le donne triestine avevano fatta pervenire a Milano per offrirla in dono a Giuseppe Garibaldi, veniva esposta nella sede dell'Associazione Unitaria Italiana in Milano.
Mentre a Gorizia, se si presti fede alla lettera del Wanggo, non erano avvenute delle dimostrazioni per l'entrata di Garibaldi in Napoli, a Udine invece era stato issato, sulla chiesa di Santo Spirito, un grande tricolore e, sui quattro angoli del sacro edificio, avevano ondeggiato otto palloncini dai tre fatidici colori.
H giorno 16 settembre veniva diffuso largamente un proclama del Comitato centrale veneto che terminava coli'invocazione: dal­l'Alpe al Quarnero !... .
Due fatti importanti erano avvenuti nell'ottobre: l'apertura al pubblico del tronco ferroviario da Udine a Au ri sin a (Nabresina), il ottobre, e la promulgazione della costituzione della monarchia austriaca, il 21 ottobre.
Accolto con entusiasmo il primo, perchè veniva ad avvicinare tre città sorelle Udine, Gorizia e Trieste, non ancora liberate dallo stra­niero, appreso con indifferenza il secondo, anzi ironicamente, a giudi­care del tricolore issato il giorno 27, da ignota mano, sulla stazione ferroviaria di Udine.
Ma a gettare l'olio sul fuoco, di ciò che covava a Gorizia, era giunta la lettera seguente, dell'i, r. Comando di stazione militare in Gorizia, diretta al podestà dott. Carlo de Doliac, il giorno 16 novembre:
Ormai è diventato in citta un parlare di tutti che, nella caffetteria Al Ponte nuovo, si sia formalmente istituito un Club degli affigliati al cosiddetto partito italiano,