Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <292>
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292 Ranieri Mario Cassar
i cui membri Bono facilmente riconosci bili per il loro atteggiamento ostentato contro tutti i funzionari dell'i, r. Governo, oppure verso coloro chi: dimostrano pur questi un doveroso e leale attaccamento. SI t ai parla generalmente nei luoghi pubblici e si fanno i nomi delle persone, che convengono in alcune case dove si tengono delle adunanze, nelle quali si discutono, in senso avversario, delle trattative per ordinamenti di governo.
Àbbenchè la citta, di Gorizia debba essere considerata bene disposta e leale verso l'i. r. Governo, di modo che le aspirazioni di singoli malintenzionati non pos­sano ottenere alcun importante risultato, è tuttavia dovere dell'autorità, di far saltare a tempo e di sopprimere tali germoglianti partiti avversari, perchè poi non si sia costretti di adoperare mezzi ripugnanti, dato che sarebbe possibile agli attuali rivoluzionari se anche in piccolo numero > di convincere un maggior numero di uomini senza carattere e di giovani irriflessivi.
Gorizia, inoltre, giaco vicina al confine d'Italia, dove, non si può facilmente impedire che un grande numero di persone circolino in pubblico con l'idee politiche esaltate dei nuovi tempi italiani, intimamente hanno cercato di colloborare anche alcuni impiegati della ferrovia, col propagare delle possibili pazzesche vedute; è indicata perciò la massima provenienza.
Con lo scioglimento del presidio circolare codesto on. Municipio viene a trovarsi indipendente, esso ha perciò assunto la responsabilità della dirigenza in tutti i rami dell'ordine pubblico e della sicurezza.
Nelle attuali condizioni, e specialmente per i motivi da me accennati, devo ricercare la S. V. e raccomandare di voler provvedere per una proficua sorveglianza di polizia, alla cui collaborazione sarebbero d'invogliare e di spronare i colleghi consiglieri comunali, che stanno a fianco di V. S. Dl.ma, inoltre devo chiedere, quale comandante della stazione militare, di volermi di caso in caso notificare di tutto quanto si verificasse di deleterio nello stato politico della popolazione, le misure di polizia prese, perchè io possa forse collaborarvi in via militare e favorire i voleri buoni e leali di V. S. Ill.ma.
Omessi i convenevoli, la lettera portava la firma del maggior generale barone Antonio Mollinary di Monte Pastello.
L'ipocrisia del menzionato generale verso il podestà de Doliac, tenuto a bada dai nostri patriotti per il suo attaccamento all'Austria, si palesa in un elenco di cittadini politicamente sospetti.
Così mentre con una mano affida a lui il compito di sorvegliare gli italiaiùssimi di Gorizia, con l'altra scrive il suo nome nel libro nero dell'Austria
Non discuteremo la lista, fatta pervenire dal maggior generale de Reichlin-Meldegg al direttore di polizia de Hell. Mentre alcuni sono compresi per isbaglio, come il de Doliac austriacante sfegatato, altri non vi compaiono affatto, e non furono certamente costoro tra i più tiepidi, per la causa italiana.