Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
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1937
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pagina
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296
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Ranieri Mario Cassar
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Le epiche gesta di Giuseppe Garibaldi avevano infiammato i cuori dei goriziani, alcuni dei quali, abbandonando i loro cari e i loro averi, e sfidando le vendette dell'Austria, erano accorsi spontaneamente ad arruolarsi volontari.
In ogni casa di veri goriziani figurava il ritratto del Condottiero; quando l'Austria s'accorse di questa propaganda vietò la vendita di quei ritratti.
Il relativo decreto, diretto al podestà di Gorizia, suona così:
N. 353 P. Giusta comunicazione del Presidio della Luogotenenza, del 21 di questo mese, il Ministero della polizia con suo decreto del 15 andante ha ordinato che i ritratti di Garibaldi ohe sono in commercio sono da mettersi sotto sequestro e trattati a mente dell'art. 22, se prodotti nell'interno, se invece sono prodotti all'estero devono essere banditi dal paese.
La pubblicazione di questo decreto è avvenuta sul foglio della polizia eentrale, tuttavia sono da avvisarsi di questa disposizione tutti gl'interessati.
La S. V. Ul.ma viene incaricata d'avvisare tutti gl'interessati che si trovino in questa città e di sorvegliare che il predetto ritratto non venga, in una o l'altra maniera, messo in circolazione per mezzo di contrabbando.
In caso si venisse a scoprire uno di questi ritratti è da sporgere immediatamente denunzia allegando l'esemplare.
Gorizia, il 25 agosto 1860
Il presidente circolare Buffa.
H pittore goriziano Annibale Strata, d'accordo con gli altri patriotti della città, per diffondere il ritratto dell'Eroe dei due Mondi, nei villaggi del Collio, aveva ideato dei quadri sacri rappresentanti San Giuseppe, vestito con la camicia rossa, con le fattezze di Garibaldi.
La bella trovata era riuscita a maraviglia; alcuni di essi sopravvissero, alle bufere della guerra, giungendo sino a noi.
L'allusione alle imprese di Garibaldi, a scopo di propaganda nei nostri luoghi, doveva trovare anche in Antonio Rotta, altro pittore goriziano, un interprete innamorato.
All'Esposizione annuale dell'Accademia di Belle Arti in Venezia, aperta al pubblico dal 9 agosto al 6 settembre 1863, era esposto un dipinto del Rotta rappresentante un Episodio della guerra di Sicilia nel 1860, dopo la battaglia di Calatafimi, alla quale aveva preso parte il nostro Cesare Michieli, col grado di luogotenente della prima compagnia, agli ordini di Nino Bixio. e, dopo la morte del capitano, ne aveva assunto il comando.