Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <297>
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Garzala ottocntesca
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Un critico d'arte d'allora, forse Paolo Tedeschi, così lo descrìsse, a p. 338 de La Favilla giornale triestino di letteratura, politica, educazione e varietà dell'anno 1863.
Tramonto di sole verso l'Etna. Seppellimento di morti nel fondo: nel dinanzi un Garibaldino ferito e moribondo e una giovino donna che, a calmare l'arsura febbrile, in difetto d'acqua gli Epreme alcune goccia del proprio latte.
Frattanto i soldati le rapiscono il bambino che cll'avea posato sul suolo. La scena è nel punto in cui ella volgendosi più non lo vede e dà segni del suo doloroso spavento mentre il Garibaldino si sforza di riafferrare il fucile, per vendicarla.
I goriziani, più comunemente noti, che combatterono a fianco di Garibaldi sono Giacomo Delphi, detto Del Pino, Angelo Manzini, Cesare Michieli e Stefano Riaviz. A questi si devono aggiungere quelli che, causa le persecuzioni austriache, non ritornarono più in patria, tra i quali Alessandro Clemencich ed il gradiscano Marziano Ciotti.
II collegamento tra questi e i patriotti rimasti a Gorizia doveva avvenire per tramite di una certa Clementina, che la polizia austriaca cercò invano di poter meglio identificare.
Ma ecco quanto il de Buffa scriveva in proposito al podestà il 12 settembre 1860:
N. 377 P. Soggiorna a Gorizia, al numero otto della contrada Studcniz (l'attuale via Diaz) un pittore di nome Michele Citter, del quale il Signor Ministro della polizia desidera avere delle precise informazioni, riguardo alle sue condizioni personali, ai suoi sentimenti politici ed alle sue relazioni.
Io mi vedo perciò indotto di ricercare la S. Y. 111. ma di fare dapprima delle indagini, in modo non appariscente, e, in caso che queste conducessero sulle traccie d'una relazione del Citter o di qualche suo di famiglia con l'estero, di continuarle intensamente, nella stessa maniera.
In tutti i casi voglia Ella, sulla base delle risultanze, invitare Michele Citter per chiedergli la legittimazione, nonché sulla qualità dei suoi guadagni e delle sue altre occupazioni, come si procacciò le conoscenze e le relazioni e se il suo soggiorno, nella casa ove abita, è stato denunziato secondo i regolamenti di polizia.
Alcuni giorni dopo il podestà comunicava al presidente del cir­colo che:
Michele Citter non gode buona fama politica, ch'egli deve appartenere al partito rivoluzionario e che nulla si è potuto scoprire riguardo alle sue relazioni con l'estero e se veramente le ha, ch'egli viene sorvegliato da un tale, che, per i suoi buoni senti­menti austriaci, gli si può prestare fede e per mezzo del quale sarà possibile, fra giorni, di precisare meglio il suo comportamento politico.
Un paio di settimane dopo, il dott, de Doliac, sulla base del rap­porto avuto dal suo confidente, poteva assicurare il de Buffa che il