Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
<
1937
>
pagina
<
299
>
Gorizia ottocentesca 29*J
d un'oreficeria a Gorizia, era appena rientrato in Austria, dopo aver soggiornato per tre settimane all'estero. Il giro d'affari di quella oreficeria non era poi di tale importanza, da rendersi necessario un secondo viaggio a Milano, né questo poteva essere cagionato dalla sua professione di agrimensore. Il de Bosizio era invece del parere che dato il comportamento finora tenuto da quell'individuo , lo scopo del viaggio a Milano, in quei momenti, non dovrebbe essere del tutto originato da interessi commerciali.
Il de Doliac rispondeva, al consigliere di luogotenenza, di aver inoltrato la domanda per il rilascio del passaporto al Petrarca, perchè l'oreficeria aveva delle relazioni d'affari con Milano, e perchè la . sorella del Petrarca era sposata col dott. Spinelli, lombardo. Se i motivi erano veramente indispensabili, da costringere a intraprendere il viaggio a Milano, essere cosa difficile di potersi accertare. La domanda era stata inoltrata, perchè il rilascio di passaporti per gli Stati sardi, avveniva anche per viaggi di diporto.
H Petrarca, giusta il de Doliac, non era certamente un individuo sul quale si poteva fidare, era però cosi ottuso, ed aveva cosi poco ascendente presso i suoi concittadini, che non si doveva avere motivo-di temere in lui un agente politico pericoloso.
Consigliava quindi di rilasciargli il passaporto e di farlo sorvegliare al suo ritorno, perchè non venisse adoperato per diffondere delle notizie false oppure a scopi rivoluzionari.
Questi erano i pareri del podestà di Gorizia d'allora, al quale -:. nostri patriotti avevano affibbiato il nomignolo di nonzolo* (sagrestano), per la sua remissività verso il Governo austriaco.
n. I
La proclamazione delle nuove libertà, avvenuta nell'ottobre del '61, e il conseguente dispaccio del Ministero dell'interno, del 26 novembre,. metteva fine al Consiglio comunale di Gorizia, durato in carica per ben 10 anni.
Tramontava cosi, per sempre, il potere di uomini nefasti all'italianità di Gorizia, nati all'ombra dei sistemi prequarantotteschi.
Nelle elezioni del nuovo Consiglio comunale si erano trovati di fronte due partiti: il governativo, capitanato da Alessandro de Claricini, e il cittadino, la cui maggioranza era d'italianissime tendenze.
La vittoria aveva arriso a quest'ultimo, che portava nel Consiglio -i seguenti cittadini: conte Rodolfo Attems, Giuseppe Bregant, Luigi!