Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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300
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300
Ranieri Maria Costar
Brcgant, Ferdinando Candutti, dott. Giuseppe Deperì, dott. Cacio Doliac, Giovanni Faifer, Carlo Favctti, Federico Feyenz, Francesco Goriup, dott. Giovanni Iona, Giacomo Lcban, dott. Giuseppe Mauro-vich, conte Giacomo Mcls-Coiloredo, Domenico Nardini, dott. Luigi Pajer, Carlo Permeilo, Andrea Pauletig. dott. Lodovico Petrogalli, dott. Giovanni Rismondo, cav. Ettore de Ritter, Guglielmo de Ritter, dott. Luigi Visiui, don Francesco Zoratti.
I neoeletti consiglieri comunali, ad eccezione dell'ex podestà dott. Carlo de Doliac e dei due fratelli de Ritter, nella seduta del 29 aprile 1861, tenuta nella sala maggiore del Palazzo provinciale in Piazza del Duomo, avevano eletto a podestà il fervente patriotta Carlo Favetti.
Tale elezione veniva accolta dal numeroso pubblico presente con segni di visibile contentezza.
Si alzava quindi il Favetti, il quale, dopo aver ringraziato i colleglli per il voto di fiducia, datogli alla quasi unanimità, così chiudeva il suo nobilissimo dire:
Vi ebbero alcuni, voi lo sapete, ebe vollero attraversarmi la via, negandomi il diritto di sedere tra voi; diritto ebe a me spetta qual cittadino di Gorizia, diritto codesto, ebe quest'Inclito Consiglio, vigile custode del nostro Statuto, si è compiaciuto a voti unanimi di confermare.
Mi giova supporre, ebe questi tali non agivano cosi eoll'intcndimento di far del male a me, ma ritenendo in buona fede, ebe la legge stia per essi.
Ebbene, animato come sono e sarò sempre da spìrito conciliativo, io spingo ben lungi le mie speranze.
Mi lusingo che anche quei pochi, se sono buoni Goriziani, verranno con me* quando mi vedranno, lungi dal voler dominare le opinioni altrui, lungi dal voler esercitare sulle medesime un'altiera pressione, come io procurerò col concorso di tutti di proteggere gl'interessi e di promuovere per ogni dove il benessere di questa citta.
Mi lusingo che anche quei pochi verranno con me, quando mi vedranno osservare scrupolosamente la legge, e lealmente sostenere i nostri diritti, le nostre franchigie; quando mi vedranno, ove fosse d'uopo, difendere con virile coraggio questi diritti e queste franchigie; quando mi vedranno anche in questa difesa stare sempre entro i limiti della legge e di un'assennata moderazione.
Ma la nomina di Carlo Favetti a podestà della sua città natale, causa le subdole mene di 50 elettori del partito governativo, non ottenne la sanzione sovrana.
Ciononpertanto al Favetti era riservata l'intima gioia, per la notte del 13 giugno, di una soddisfazione maggiore, quella cioè di vedersi fare dai propri concittadini una calorosa dimostrazione d'affetto e di stima, sotto le finestre dell'abitazione, accompagnata dalla banda civica in divisa e da numerosi portatori di fiaccole.
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