Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <307>
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Gorizia ottocentesca
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Ma per la polizia austriaca, il nome dell'autore della satira, rimase sempre avvolto nel mistero.
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Dalle file dei patri otti goriziani era uscito anche Craziadio Isaia Ascoli, lo scienziato chiamato dalla fiducia del patrio Governo alla cattedra di linguistica presso l'Accademia scientificoletteraria di Milano del quale già ci occupammo trattando del Quarantotto gori­ziano nella cui occasione, i suoi concittadini, gli avevano inviato il seguente messaggio d'affetto:1)
Allorché ci fu noto, essere Ella stata chiamata dal Governo italiano a coprire la carica onorifica di Professore alla R. Facoltà milanese di Filosofia e Lettere, suprema gioia commosse i nostri onori veggendo da spregiudicate e intelligenti Autorità pnbhli-camente riconosciuto ed apprezzato l'alto merito ond'EHa è fornita.
Ha alla gioia di pari passo andò il dolore vivo, intenso che afflisse il nostro animo al pensiero di vederla abbandonare questa città. Difatti, nonché Gorizia, lo stato intero deplorar deve amaramente una tale perdita, e tutti i ben pensanti rimanere sconfortati al vedere che il conservarla fra noi è inconciliàbile col diritto che i di Lei pregi Le danno, d'essere degnamente distìnto ed onorato. Ma quanto maggiormente non sentiranno il danno e lo sconforto della di Lei partenza, i mem­bri di questo Comune! Già troppo esso è decaduto, ed ora se ne diparte uno de' più validi suoi sostegni! Che con alto senso Ella copriva per lunghi anni la somma delle cariche nostre; sempre coll'opra e col consiglio Ella ci assistiva, ed in ogni occasione, fervente si dedicava a tutelare e sorreggere i nostri interessi?
La di Lei fama rifletteva anche su questa città, che L'albergava, e noi anda­vamo superbi di poterla annoverare fra i nostri. Ma poiché convien pure rassegnarsi Ella ci permetta ora eh/è giunto questo giorno per noi sì doloroso di esprimerLe in brevi accenti la gratitudine, la stima e l'affetto che a Lei ci terranno vincolati.
Incapaci di sdebitarci convenientemente per quanto Ella ha fatto in nostro prò, non possiamo che augurarle dal profondo del cuor nostro prospera ventura nella bella carriera ch'Ella va ad imprendere, ogni felicità e-contentezza in seno alla di Lei famiglia.
Se pur divisi da politici confini, a Lei ci unirà sempre parità d'aspirazione e di speranze! Troppo bene conosciamo il di Lei bell'animo per vedere che ci sia d'uopo di pregarla a serbar memoria di noi; che in chi è dotato di nobili sentimenti non può venir meno l'amor del paese natio e la rimembranza de' confratelli.
Viva felice! e creda che con interesse vivissimo, La seguiranno nella di Lei splendida carriera e parteciperemo ai letterari trionfi che indubbiamente L'attendono.
Gorizia, li 25 ottobre 1861. L'indirizzo d'omaggio portava la firma di 64 goriziani.
i) Vedi: R. M. Cassar; Gamia d'altri tempi - Gorizia, 1934, pag. 232.