Rassegna storica del Risorgimento

anno <1937>   pagina <322>
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322 Appunti) notizie e varietà
mi venne in mente di ricorrere a Lei, onde vedesse se forse non fosse possibile di vendere cosi l'edizione sia a Borroni e Scotti, aia a qualche altro editore di Milano. L'Ambrosi cederebbe tutti i suoi abbonati (finora non oltrepassano i 70) e l'intera edizione di 450 copie per U a 500 la puntata ed egli assumerebbe le spese di stampa presso la tipo­grafia Sicca di Padova. L'Opera non sorpasserà, io credo, le 16 puntate il che porte­rebbe le spese dell'Editore a 1. a 8000 in compenso delle quali avrebbe dai 70 abbo­nati 1. a 3420, poi il soprawanzo di 380 copie, che vendute a sole 20 1. a in luogo di 48 che costano agli abbonati fanno 7600 1. a, In tutto 1. a 11020.
Gossicchè mi pare che ci sarebbe da profittare per chi à i fondi necessari da antici­pare. He l'Ambrosi proporrebbe tal vendita s'egli fosse in caso di anticipare alle lunga le spese, ma il buon nomo è nel caso della maggior parte degli uomini di lettere, presso i quali ben di rado si trova accoppiata l'intelligenza con la fortuna. E siccome oltre a ciò egli è l'uomo il meno proprio che io mi conosca per occuparsi d'affari d'interesse materiale, tutto assorto com'egli è nei suoi studi, m'assunsi l'incarico di scrivere a Lei come uomo pratico anche in tal genere di cose, e della cui compiacenza e lealtà ebbi ripetute e non dubbie prove. .
Scusi la seccatura, e quando le numerose sue occupazioni Le lascino un ritaglio di tempo, abbia la bontà di occuparsi anche di questa bisogna e me ne scrìva poi un motto.
Il Trentino deve molto molto al Crepuscolo e al di lui benemerito Redattore; io sarei molto lieto se il mio paese dovesse aumentare tal debito col dovere al medesimo anche la possibilità di continuare nella pubblicazione di una opera destinato ad illustrarlo.
Gar mi disse avanti qualche settimana di volerle scrivere; non dubito che l'avrà fatto a questa ora; della pubblicazione della sua storia non parla (più intanto; io vado di frequente a vederlo nella sua biblioteca dove egli vive sepolto tutto il dì, e parliamo sovente di Lei con molto desiderio di poterla mia volta vedere.
Ma temo assai che questo nostro desio possa così presto venire appagato, che siccome è poco probabile che Ella venga a visitare queste nostre montagne, cosi è assai difficile che noi possiamo recarci a Milano. Ma il piacere che provo a trattenermi Beco Lei mi fa diventare indiscreto e rubarle un tempo sotto tanti rapporti prezioso e per ciò rinnovando la mia preghiera e le mie scuse Le stringo la mano col solito affetto e mi dico
Di lei obbL amico Giovanni Prato .
XV. - La lettera datata 8 marzo 1855 è nell'autografo datata 13 aprile 1855.
Si tratta evidentemente di scambio di data fra due lettere dovuto a errore di stampa.
Colgo finalmente l'occasione per correggere anche due dei principali errori di
stampa del mio più. volte citato articolo: p. 100 leggi 28 gennaio 1853 e non 3 gennaio,
p. 103 leggi 13 marzo 1853 e non 13 maggio.
ANNA PETTINAIU
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PARETO e MAZZINI. - Evelina Rinaldi, nel redigere la nota a pag. 1558 del -numero di novembre u. s. della Rassegna S. d. R. è incorsa in una inesattezza di nome. Il Pareto che ospitò Mazzini in casa sua nel 1857, e venne quindi arrestato dopo le infruttuose ricerche dell'amico suo e maestro, da parte della polizia, ò il marchese Ernesto, mazziniano fervoroso al pari della moglie Costanza, non il cugino suo Lorenzo* È forse opportuna questa rettifica dato che quest'ultimo, scrittore e geologo, è pure etato uomo politico, e ministro di Carlo Alberto. Di Ernesto Pareto à tuttora vivente la figlia Bice che bambina avvicinò Mazzini e sempre no professò le idealità.
TEBENZIO GUARDI