Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1937
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pagina
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327
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Libri e periodici
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diligenza archivistica e con seria illustrazione biografica e bibliografica, noi postiamo convìncerci di nn fatto ed è che il nostro riscatto fu, in massima parte, movimeuto religioso, che però, in nn certo senso, trovasi in conflitto con alcune istituzioni ed ordini cattolici, ma nella sostanza cattolico romano, por la ortodossìa delle idee, per la venerazione al Pontefice capo spirituale della società umana, la cui missione divina si voleva dimostrare sempre limpida ed alta.
Il nome del Baracco, come con sobrietà, ma con chiara precisione illustra il Madoro, è legato al Propagatore religioso, uno de' più notevoli periodici cattolici italiani in quel volger di tempo. Come molti sacerdoti italiani il Baracco sentiva potente l'amore della Patria insieme con la fede profonda nelle verità rivelate dal Cristianesimo enei sistema romano: nel suo giornale egli agli argomenti religiosi associava tatto ciò-che poteva riferirsi da un lato alle patrie glorie, dall'altro agli avvenimenti del giorno, affrontando le maggiori questioni sociali che durante la quarta decade del secolo XIX si venivano imponendo all'attenzione de* politici e de* filosofi. Per questa serietà di intenti e di metodo il giornale meritò il pubblico elogio del Gioberti nell'Introduzione allo studio della filosofia. Inoltre il Baracco, per quella consapevolezza che sospìngeva, in Piemonte, il Rosmini ed il Gioberti, in Toscana il Lambruschini e il Bacaseli a volere per l'Italia un clero, oltre che pio, dotto ed atto alla finalità della sua missione, aveva fondato l'Accademia di eloquenza sacra, nel 1828: da prima raccogliendola in casa sua, poi trasferendola nella chiesa della Trinità, per gli aiuti di personalità torinesi, fra le quali, non intimo certo, Giulio Sineo.
Un prete siffatto non poteva non incontrarsi con il Gioberti e non esserne ricam-biato di sincera amicizia. Sostiene il Madoro che il Baracco deve la sua notorietà alla stretta relazione avuta con l'autore del Primato. Io ritengo che se è giusta questa osservazione, non risponde all'intera realtà perchè presto o tardi, sarebbe stata resa giustizia dalla storia scientifica al direttore del Propagatore religioso, per la parte avuta durante il pruno nostro risorgimento. Il Madaro si chiede quando abbiano avuto inizio i rapporti del Baracco col Gioberti: egli stabilisce approssimativamente la data del 1833 perchè si sa che don Giovanni fu presente alla perquisizione fatta dalla polizia in casa del grande filosofo. Io sarei del parere che essa debba porsi alcuni anni prima e precisamente verso il 1828-1829, e sarei anche per ritenere che l'amicizia fra il Baracco e il Gioberti dovesse, in quel fatale 1833, esser molto più intima di quel che si possa credere stando alla pura positiva documentazione. In ogni modo sappiamo sia dall'JETpìstoZorio pubblicato dal Balsamo Crivelli, sia dalla silloge presente che la corrispondenza fra i due amici ebbe inizio con la lettera del Gioberti al Baracco in data 15 giugno 1835 e durò fino al 2 luglio 1851. Fu essa attivissima, anche per molteplici ragioni di interesse avendo il filosofo affidato al direttore del Propagatore la diffusione delle sue opere in Torino, se le sole lettere del Baracco giungono alla notevole cifra di 101. Sono quasi tutte inedite anche se alcuni frammenti dettero olla luce il Balsamo Crivelli nelle sue edizioni del Primato e Prolegomeni e nel commento al Carteggio Gioberti Massari e ali.''Epistolario Giobertiano, e il Bruers nel Giornale critico della Filosofia Italiana, il 1929. Diciamo subito che il gruppo più notevole è rappresentato da* documenti scritti dal maggio 1846 all'aprile 1848: ma fare una gradazione decisa di valore non BÌ può che in un senso o in un altro. Tutte interessanti sono queste lettere per la copia delle notizie, per gli uomini che vi sono ricordati, per gli avvenimenti de' quali è fatta menzione. Rivivono davanti a noi le personalità più note del Piemonte hi quel volger di tempo. Così vi è presentato Silvio Pellico sulla cui amicizia con la marchesa di Barolo scherza rispettosamente il Baracco, mentre non può risparmiare all'autore delle Prigioni severe parole per il contegno da questo tenuto verso il Gioberti dopo il Prolegomeni ed il Gesuita Moderno. L'affetto perii suo illustre amico fa talvolta velo al Baracco; cosi si dimostra non imparziale con il Rosmini, il Tarditi, il Gustavo di Cavour per le loro polemiche con il maggiore sostenitore dell'Anto-logismo. Ma, nonostante queste pecche, che proprie ad ogni nomo, sono tanto più