Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; UNGHERIA
anno
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1937
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pagina
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347
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ITALIA ED UNGHERIA NEL 1848-1849
Nel 1815 r Ungheria, fiera delle sue secolari istituzioni e forte dei servizi resi agli Asburgo, specialmente nel periodo napoleonico, cominciò a far valere con maggior energia i suoi diritti nazionali e la sua indipendenza politica. Le memorie gloriose del passato, rievocate con poetica sentimentalità da letterati lo Kazinczy, il Kolesey, lo Kisfaeudy contribuirono a ridestare queste aspirazioni, confermate nella loro realtà politica, sociale, economica da uomini di Stato, quali Paolo Nagy, Francesco Széchenyi. Ma chi dette al movimento una consistenza pratica fu Stefano Szécheny, capo del partito progressista, il quale nella Dieta di Presburgo del 1825, invocò dal Governo imperiale ordinamenti più conformi ai tempi ed ai bisogni del popolo. Per evitare conflitti che poteva diventar pericolosi contro un paese compatto e consapevole della sua forza, Vienna concesse che la Dieta si riunisse annualmente, sicché può dirsi che quell'anno segni, per l'Ungheria, l'inizio d'una nuova vita costituzionale.
Nel 1832 apparve su l'agone politico Luigi Kossuth il quale cominciò a diffondere l'idea dell'indipendenza magiara dalla dominazione del Governo di Vienna. Questo reagì prontamente, condannandolo al carcere, ma nel 1840, riuscite favorevoli le elezioni al partito nazionale, la Dieta dichiarò che non avrebbe concesso denaro all'Impero finche non fosse resa giustizia ai prigionieri politici e non fossero esauditi i voti della nazione. Fu un grido di ribellione di un popolo pressoché ignoto all' Europa come lo aveva definito Mazzini nella Giovine Italia, nel 1832, tracciando una storia delle vicende ungheresi, grido che fu udito dal Governo di Vienna, il quale elargì una amnistia per i reati politici e concesse libertà di parola, d'istruzione, di culti; impiego della lingua