Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; UNGHERIA
anno <1937>   pagina <348>
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Giulio Del Botto
magiara, accanto alla latina nella vita ufficiale della Nazione*' tribunali propri, uguaglianza d'imposte, banche nazionali, Dieta permanente a Pest.
Liberato, il Kossuth, tornò alla vita politica, scrivendo su giornali e fondando associazioni nazionali tendenti a tener pugnace Io spirito magiaro contro il Governo imperiale. Nel 1847 fu eletto deputato a Pest, ed il 3 marzo 1848, quando conlinciarono in tutta Europa i moti rivoluzionari egli avanzò nella Dieta degli Stati la proposta di creare un governo unghe­rese autonomo e responsabile. Approvata per acclamazione, fa recata a Vienna da lui e dal conte Luigi Bathyanyi, mentre la città era in pieno fermento rivoluzionario, e Milano si trovava alla vigilia delle cinque giornate, onde Ferdinando I, forzato dagli avvenimenti, l'il aprile firmò i nuovi statuti assai democratici, cioè con Parlamento, non più rappresentante di ceti, ma per diretta elezione di popolo, e con un ministero responsabile* Così tutte le condizioni .poste dai Magiari furono riconosciute e l'Ungheria si trasformò in uno Stato costitu­zionale moderno. 11 Bathyanyi fu capo del nuovo ministero ed il Kossuth ebbe il portafoglio delle Finanze.
Le condizioni d'Italia, in quegli anni medesimi, son tanto note che sarebbe inutile il rammentarle. 1 Principi restau­rati erano tornati sui troni con passioni e pregiudizi di fuoru­sciti, e si erano riadattati a quella preponderanza austriaca che conveniva con loro nell'assolutismo e che prometteva difenderlo. Dovunque era imperversata la reazione, dovunque le persecuzioni erano state esasperanti. L'occulta opera carbo-naresca aveva, è vero, condotto alle sollevazioni militari del 1820 e del 1821, nel Napoletano ed in Piemonte e, dieci anni dopo, alla rivoluzione del centro che aveva concluso il periodo delle rivolte regionali, ma non ne erano risultate che repressioni e vendette, completate con provvidenze controri­voluzionarie. Erano rimaste idee di libertà e di indipendenza che esigevano tuttavia la ribellione ai Principi perchè nessuno