Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; UNGHERIA
anno
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1937
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pagina
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351
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/folta ed Ungheria nel 1848-1849 351
si sollevava a questione europea, tanto più che v'era di mezzo il potere temporale, che le potenze cattoliche non intendevano fosse in alcun modo manomesso.
Questa diversità di clima storico e di ambiente si riverbera sui due uomini che ebbero maggior peso spirituale sul popolo rispettivo. Entrambi si gettano nella tormenta rivoluzionaria con pari ardore, ma con diversi metodi ed intenti. Kossuth può basare la sua opera su uno strumento, la Nazione, cioè su una realtà che l'obbliga ad esser, oltre che uomo d'azione, uomo politico e di governo; a Mazzini mancano invece il mezzo e la possibilità di dare effettuamento pratico alle sue dottrine: egli non può basarsi che sul popolo del quale, con l'apostolato, guida le coscienze e sprona la forza rivoluzionaria. Ma quando dal campo dell'idea, vorrà scendere a quello dei fatti egli si troverà il cammino inceppato dal suo stesso pensiero, poiché negando o respingendo ogni idea che non si concili con la propria, non si saprà adattare alla realtà e quando sarà costretto a lottare con le passioni e con gli interessi degli nomini, non saprà comprenderli, ne contenerli, ne metterli in armonia fra loro, quindi, a differenza di Kossuth, non sarà uomo politico, ne diplomatico, né di governo.
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Nell'aprile 1848 si accese la guerra in Lombardia e, nei mesi seguenti, avvennero sì in Italia che in Ungheria fatti che delusero le previsioni e le speranze delle due Nazioni.
In Italia il neoguelfismo federativo del Gioberti, privo, dopo l'allocuzione del 29 aprile, dell'originario suo punto d'appoggio, il Papato, precipitò al tramonto, falli pure la lega tra i Principi italiani, anzi Ferdinando di Borbone, dopo la reazione del 15 maggio, come aveva tradito la costituzione, cosi tradì la guerra patriottica, richiamando il suo esercito dai campi lombardi. ,