Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; UNGHERIA
anno
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1937
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pagina
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356
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356
Giulio Del Sono
nel Grido d'Italia del 24 gennaio passato un breve studio su quest'argomento medesimo da me pubblicato il 7 di quel mese sul Popolo di Roma, ha voluto negare ogni responsabilità a Mazzini su l'esito infausto della guerra, definendo l'induzione errore storico ed aggiungendo ch'era ben lontano dalla psicologia mazziniana ed in genere da quella di tutti i massimi attori del nostro risorgimento, i quali uomini di parte come erano, seppero tuttavia, in ogni contingenza, metter in ombra il loro credo politico, quando anche per un attimo solo, ebbero la speranza di realizzare l'unità della patria . Questa affermazione è vera per molti (non li rammento neppure, tanto il nome loro è noto), non per Mazzini, il quale fu, in ogni circostanza, sempre fieramente, spesso violentemente avverso alla monarchia. Ne di ciò m'azzardo muover colpa all'Uomo il quale aveva posto in cima ai suoi pensieri la redenzione ed il ricostituiròento d'Italia, indirizzato e disciplinato all'azione gli Italiani, rischiarando la mente loro verso ideali altissimi: ala sua penna grondava sangue, le sue lagrime abbruciavano, la sua parola abbagliava scrive l'Oriani e la sua influenza su le anime era irresistibile . Ma non si può tacere che assorto, e tutto preso dall'altezza delle proprie dottrine, non seppe scender a considerare il vero delle cose ed invece di cogliere i fatti per adagiarsi in essi, badò a collocarvi la 'propria formula ed attuarvi il proprio sistema .
Nel '48, se egli non pose i bastoni fra le ruote del Governo provvisorio, generò diffidenze e sospetti, condusse ad incertezze, a tentennamenti, a divisioni tali da turbare l'animo dei Piemontesi e specialmente del He, il quale temeva che la dimane d'una vittoria, Lombardi e Veneti, potessero gridar la repubblica e metterlo alla porta, senza neppur un grazie. Né vale a scagionar Mazzini di questi turbamenti, il ripetere la sua pubblicazione del marzo a Parigi, né l'arringa pronunziata a Milano: venuto il decreto di fusione egli