Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; UNGHERIA
anno <1937>   pagina <359>
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Italia ed Ungheria nel 1848-1849 359
tempo, e per i medesimi motivi, un'altra sollevazione si mani­festò nel banato di Temeswar e fra i Serbi del basso Danubio, istigati e condotti da Suplikaz, i quali volevano rendersi pure indipendenti. Questi ultimi presero subito le armi invadendo tutto il paese fra il Tibisco e il Danubio, piombando sui villaggi magiari e facendone scempio. Ormai la parola d'ordine di tutte le razze dai Carpazi alla Sava era: eguaglianza di nazionalità.
Intanto una deputazione di Serbo-Croati si era recata dall'Imperatore che perdonò allo Jellacicb la sua disobbe­dienza, imponendogli solamente di annodare trattative con gli Ungheresi per la conciliazione. Queste, nel luglio, fallirono, quindi i Croati, superando nel settembre la Drava, invasero l'Ungheria e lo Jellacich in un manifesto annunciò esser stato incaricato dall'Imperatore di proteggere gl'interessi di un popolo profondamente agitato e di mantenere l'esi­stenza e l'unione della Monarchia austriaca non solo messe in pericolo, ma gravemente minacciate dall'egoismo del par­tito dominante in Ungheria . Egli voleva liberare la nazione ungherese da una frazione la quale aveva con la furberia e con l'inganno indebolito la Monarchia, distrutto la concordia fra i popoli e rovinato colla forza l'unione legale dell'Ungheria .
in quest'ultimo periodo, così rapidamente tracciato, che avvengono i primi contatti fra l'Italia e l'Ungheria. Taluni storiografi, affermano esserne stato iniziatore il Kossuth che mandò il giovane barone Lodovico Spleny da Terenzio Mamiani creato da Pio IX primo ministro nei primi giorni di maggio del '48; altri dicono che lo Spleny intimo del Mamiani fosse mandato, da quest'ultimo, a Torino per intendersi col Governo sardo su la possibilità di un'azione comune. Certo è che lo Spleny, giunto a Torino, ebbe colloqui col conte Lorenzo Pareto ministro degli esteri, ma le pratiche vennero interrotte perchè il 5 luglio la Dieta ungherese, conforme ai doveri impostile dalla Costituzione, approvava la proposta del conte Bathyanyi di fornir danaro ed armi all'Austria