Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; UNGHERIA
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1937
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pagina
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363
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Italia ed UngteHu mi 1848-1849 363
marzo 1848, affascinato dal fervore d'italianità della città natia, aveva dato le dimissioni e parteggiato, con tutto lo slancio dei suoi trent'anni, per la rivoluzione che si presagiva imminente. Le istruzioni consegnate dal Gioberti al Monti si compendiavano nei punti seguenti:
riconciliazione fra Slavi, Magiari, Valacchi, mediante l'eguaglianza dei diritti, nella quale riconciliazione il Regno Sabaudo entrava come mediatore e garentiva la conservazione del litorale illirico-dalmatico allo Stato ungarico;
riconoscimento dell'indipendenza dell'Ungheria qualunque forma politica essa assumesse;
conclusione d'una lega offensiva e difensiva in modo che le armi italoungheresi reciprocamente si aiutassero in quel luogo del teatro della guerra ove le armi austriache fossero riuscite trionfanti;
combinazione di una operazione politica e militare in Croazia, nella quale la flotta sarda doveva servire di congiunzione fra Ancona, Venezia e Fiume;
formazione in Ungheria di un corpo italiano, riconosciuto da re Carlo Alberto come parte del suo esercito, con gradi da confermarsi in suo nome.
Ai propositi del Gioberti si mostrò favorevole la Camera che, il 7 febbraio, non sapendo purtroppo calmare le impazienze, sollecitò il Governo a cogliere l'opportunità della guerra in Ungheria per riprendere le armi contro l'Austria. H Manifesto deir Ungheria a' popoli inciviliti, mandato dallo Spleny al presidente dell'assemblea, fu appoggiato calorosamente dal Valerio e dal Lanza, nella discussione parlamentare del giorno 13; il Governo rispose esprimendo le simpatie dimostrate dai rappresentanti del popolo per la causa dell'Ungheria, ed il desiderio vivissimo, onde erano compresi, perchè regnasse la più stretta alleanza fra i due popoli.
Ma caduto il 20 febbraio il Ministero Gioberti, quello del Rattazzi, che gli succedette, mutò d'indirizzo, e non prosegui