Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; UNGHERIA
anno <1937>   pagina <365>
immagine non disponibile

Italia ed Ungheria nel 1848-1849 365
Gli Ungheresi, in quest'ultima parte della guerra, ebbero di contro non solo gli Austriaci, ma anche i Russi, mandati dallo Cz ar, per solidarietà dinastica, e per non lasciar compro­mettere, dai Polacchi ribelli, che avevano fatto causa comune con gli Ungheresi, il dominio russo sulla Polonia e sui Princi­pati danubiani. Così lo sventurato paese fu invaso da tutte le parti: da ovest si avanzarono gli Austriaci del Maresciallo Haynau reduce dalla feroce repressione di Brescia con 70.000 uomini e 300 cannoni, a cui si oppose rannata del generale Gòrgey; da nord a traverso i Carpazi, l'esercito russo del Maresciallo Paskiewicz, forte di 130.000 uomini e 500 cannoni, che ebbe di contro l'armata del Tibisco comandata dal generale Dembinsky, da est e da sudest (Transilvania) si avanzarono gli Austriaci ed i Russi di Lùders e di Grotengelm, ai quali si opposero gli Ungheresi del polacco generale Bem; da sud (Drava e Sava) si avanzarono i Croati dello Jellacich che furono fronteggiati dagli Ungheresi di Perczel, prima e di Verter poi.
La legione italiana fu destinata a far parte del corpo del generale Dembinsky e prese quindi subito parte attiva e gloriosa ai combattimenti di TukischkKanissa, alla bat­taglia di Szoreg, al combattimento di Csatd, alla battaglia di Temesvar, e cioè alle ultime lotte del terzo periodo della guerra d'Ungheria, lotte nelle quali si compendia la drammatica agonia del valoroso esercito magiaro.
Il Monti, con la legione, 1* 11 agosto, passò i confini, poi venne trasferito, assieme a tutte le truppe ungheresi sconfinate, nelle vicinanze di Viddino, in territorio ottomano, dove rimase fino al 2 novembre 1849, in attesa che la questione'promossa dall'Austria e dalla Russia per avere in mano i rifugiati poli­tici e militari ribelli fosse definita. Il Sultano di Turchia non si lasciò fuorviare dalle pressioni dei due potenti imperi e non solo seppe salvaguardare la libertà degli Ungheresi, dei Polacchi e degli Italiani rifugiati nel suo territorio, ma dispose anche per il loro buon trattamento. Nel novembre, la legione