Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
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1937
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Gino Bandirli
effettuazione della spoliazione dei suoi Stati, non per questo tralascerà dall'insistere ripetutamente a tale scopo presso i Capi delle Nazioni Cattoliche.
Frattanto se la situazione del Santo Padre divenisse più. grave e difficile per i progressi che facesse l'esercito piemontese ed egli giudicasse opportuno abbandonare la Capitale del Mondo Cristiano, S. M. la Regina desidera che V. E. dichiari al Santo Padre che essa sarà sempre disposta a riceverlo nei suoi domini con segni inequivoci di venerazione e di amore e che il suo Governo gli darà tutto l'appoggio che sia in suo potere di dargli, in dipendenza dei sentimenti cattolici che lo animano ed informeranno sempre la sua condotta quali che siano le circostanze.
Prima che pervenisse al Pontefice questo invito, che fa la impressione di essere più cerimonioso che caldo, la grave decisione da prendere aveva continuato a tenere agitati e divisi gli animi a Roma.
H Sandoval, nel dare notizia della Allocuzione del 28 settembre rilevava nel dispaccio n. 144 del giorno successivo che il Papa aveva detto che se fosse continuata la angustiosa situazione nella quale era ridotta la Santa Sede, sarebbe stato costretto a prendere una risoluzione, pur senza indicare quale essa potrebbe essere: ma nen'esprhnersi così egli commentava lascia intravedere la possibilità che l'idea di partire da Roma giunga un qualche giorno ad essere tradotta in atto .
In Francia l'allontanamento del Papa da Roma era considerato, in certi ambienti, con favore, e si comprende, poiché in tal modo il Governo dell'Imperatore sarebbe stato liberato dal grave imbarazzo o di dover lasciare il Pontefice alla sua sorte esasperando l'influente partito cattolico francese e la Imperatrice, o di dover fare un atto di forza contro le truppe regolari del Re di Sardegna o, almeno, contro quelle di Garibaldi, con tutte le complicazioni che potevano sorgerne ed esponendosi a perdere di colpo i vantaggi tratti dalla campagna del '59 con l'inasprire ancor più quei risentimenti dei liberali italiani che a imposta cessione di Nizza e della Savoia aveva già suscitati.