Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
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1937
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Homo nel 1860
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Ma certa simpatia francese a questo progetto che, se attuato, avrebbe tanto profondamente mutato il corso della storia d'Italia! era proprio una ragione per aumentare le perplessità e, soprattutto, per raffermare la opposizione del cardinale Antonelli. Scriveva, infatti, il Sandoval nel dispaccio n. 145 del 2 ottobre:
In quanto alla decisione che qui preoccupa vivamente tutti gli animi che Sua Santità abbandoni questa Capitale, sembra che per adesso abbia minori probabilità di essere tradotta in atto. l* Il Cardinale è stato oggi assai esplicito nel dichiararmi che* per la ragione stessa che i giornali francesi più devoti all'Imperatore combattono apertamente l'idea che il Santo Padre parta dai suoi Stati, c'è motivo di sospettare che le mire del Sovrano francese siano precisamente quelle che la partenza di Sua Santità si effettui. In tal senso si esprimono quante persone, che possono credersi bene informate, sono giunte recentemente da Parigi, le quali dicono che l'Imperatore è molto contrariato che quella decisione non sia già stata presa.2)
Il Cardinale, perciò, è sempre più propenso che Sua Santità rimanga a Roma fino a quando non avvenga un qualche fatto che ne offenda la dignità, allo scopo di guadagnare tempo e di attendere l'esito della violenta crisi che oggi si attraversa, affinchè la Francia giunga a dimostrare chiaramente la propria intenzione. Credo che pensi allo stesso
!) A metà di ottobre anche il Governo britannico non riteneva probabile che il Papa lasciasse Roma, pur ritenendo che la sua posizione sarà molto sgradevole per lui e molto odiosa ai romani e che meglio sarebbe che le truppe che dovessero tutelarne la sicurezza fossero truppe italiane. (Cfr. dispaccio del 15 ottobre di Lord Russell a O. Russell in Libro Bianco inglese* VII, doc. 114, p. 102).
2) La opinione attribuita dal cardinale Antonelli all'Imperatore è però nettamente in contrasto con i documenti ufficiali francesi. Nel dispaccio del 28 settembre al Gramont il Ministro Thouvenel, infatti, diceva: Noi auguriamo più. vivamente che mai che, a malgrado delle suggestioni che lo circondano,, il Santo Padre rimanga nella sua Capitale dove noi sapremo proteggere la sua autorità in tutte le ipotesi, estendendo la nostra azione tanto lontano quanto potranno permetterlo le condizioni militari alle quali è naturalmente subordinata. In nessun luogo il Capo della Cattolicità saprebbe attendere più dignitosamente la fine della crisi che affligge tutti i fedeli a. (Documenta diplomaliques 1860, di., p. 120). 11 Thouvenel anche privatamente al Gramont aveva qualificato la partenza da Roma del Papa una colpa irreparabile * dicendo che egli non aveva canonicamente il diritto di lasciare la Cattedra di San Pietro perchè subiva una prova nella sua qualità' di Sovrano temporale . (THOUVENEL, I., p. 222).