Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <375>
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Roma nel 1860
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tentare di entrare in Roma, il Generale aveva replicato che non ai aspettava nulla di siffatto perchè i Piemontesi non avanzerebbero oltre i punti già occupati. Tale dichiarazione conferma chiaramente l'idea che si ha qui da un pezzo che in tutta la sua azione il Governo Sardo ha agito d'accordo con la Francia. In sostegno di questa stessa idea ho sentito dire proprio ieri da un aiutante del Generale Pimodan che quando, sbaragliata la maggior parte delle truppe da lui comandate, furono inviati parlamentari a trattare col Generale Cialdini le condi­zioni di una capitolazione, questi voleva imporre le più dure possibili e, avendo l'Aiutante di Pimodan, che era uno dei parlamentari, fatto osservare a Cialdini che la Francia aveva dichiarato che si sarebbe opposta alla invasione degli Stati Pontifici, il Cialdini rispose che su questo punto era tranquillissimo perchè il Governo Sardo aveva la più completa certezza che le truppe francesi non ostacolerebbero in alcun modo le operazioni del suo esercito.
Pochi giorni dopo nel dispaccio n. 155 del 13 ottobre il Sandoval informava che si sarebbe volato che l'Aiutante del generale Pimodan pubblicasse sui giornali una dichiara­zione firmata per attestare queste parole pronunciate dal Cial­dini, ma l'Aiutante, che apparteneva ad una delle più illustri famiglie del Belgio vi si rifiutò.J) Nonostante tale rifiuto il Sandoval asseriva che ogni giorno veniva sempre meglio in chiaro a Roma la specie di accordo, più o meno esplicito, raggiunto tra i Governi francese e piemontese prima che quest'ultimo si risolvesse ad invadere il territorio pontificio . È citava, come altro elemento di prova, una lettera che il conte Pes della Minerva avrebbe inviato il 10 settembre da Civi­tavecchia all'Agente diplomatico inglese in Roma Odo Russell (e della quale il Russell parlava senza il menomo riserbo) per avvertirlo di non dare importanza a qualsiasi dichiarazione potesse fare il Duca di Gramont poiché questi ignorava le
l) Doveva essere il principe di lagne secondo "uria narrazione confidenziale con­tenuta in una lettera del 6 ottobre del Gramont al Thonvenel (THOUVENEII, eifM I, p. 238) che si riferisce al racconto che avrebbe ratto il de lagne per trarne conferma ad un racconto quasi identico fattogli da un francese, il signor R..., che era pure tra i parlamentari che avevano conferito col Cialdini.