Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <376>
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Gino Bandini
intenzioni del suo Sovrano, mentre, se il Piemonte ai deci­deva ad agire come aveva risoluto, lo faceva con la certezza che la Francia non gli opporrebbe la menoma resistenza .
E ovvio che questo convincimento che andava sempre piò. ponendo radici negli ambienti vaticani doveva tener viva ed accrescere la diffidenza contro la Francia a malgrado dell'arrivo dei rinforzi francesi e della loro dislocazione e doveva contri­buire a far volgere le speranze della Corte di Roma, assai più che verso la Francia, verso la prossima Conferenza che i tre Sovrani nordici si accingevano a tenere a Varsavia.
Nei dispacci del 6 e del 13 ottobre il Sandoval informa il suo Governo dei movimenti delle truppe francesi che, man mano, occupano con loro distaccamenti Civita Castellana, Frascati, Tivoli, Velletri e Viterbo dove i volontari toscani che vi avevano già proclamato Re Vittorio non opposero alcuna resistenza. '*
Gli stemmi pontifici Bono stati ristabiliti in tutte queste località appena vi entrarono le truppe francesi che è probabile si spingano fino ad Orvieto, occupando così tutto il Patrimonio di San Pietro, la comarca di Roma e la provincia marittima, nome che è dato al territorio dove-è sito Viterbo e che giunge fino alla frontiera del Regno di Napoli.
Tali rapidi resultati dovevano assai rassicurare il Governo-pontificio che qualche giorno prima vedeva ancora come una eventualità imminente la occupazione di Roma, dato che ancora il 6 ottobre il Sandoval informava che
la bandiera tricolore sventola dappertutto e, in paesi che distano meno di dieci miglia da Roma, vi sono stati movimenti rivoluzionari e le autorità pontificie non sono obbedite: il Corriere di Gabinetto che giunse tre giorni fa da Livorno e che io spedii a Gaeta mi riferì che
dalla frontiera della Toscana fino ad un tiro di cannone dalla Porta
I) 115 ottobre, però, il marchese Pepoli inviava un caloroso appello da Perugia all'Imperatore per scongiurarlo ad evitare a Viterbo la jattura della restaurazione papale. L'appello è riprodotto in THOUVENEL, cfo, I, pp. 245-248 e in C. Q. R., n. 38: chi lo legge comprende meglio le tergiversazioni della politica imperiale sotto la pressione di impulsi contrastanti. La mancata resistenza a Viterbo era conforme alle istruzioni del Pepoli al Vice commissario Regio duca Sforza Cesarini (G Q. R., si. 35)..