Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <380>
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Gino Bandini
interpretata nelle sfere pontificie, secondo (pianto riferisce il Sandoval nel citato dispaccio n. 157:
Questo passo che non è molto d'accordo col principio di non inter­vento proclamato dalla Francia, non viene considerato qui (e non è facile interpetrarlo in altra maniera) se non come un mezzo per far comprendere ai Sovrani che tra molto poco tempo si riuniranno a Varsavia che l'Imperatore Napoleone si oppone al completo trionfo della rivoluzione in Italia e non desidera che vengano definitivamente risolate le questioni oggi pendenti, affinchè queste trovino la loro debita soluzione in un congresso di tutte le grandi Potenze europee. Tale mezzo, come V. E. sa, fu già indicato dal Moniteur nell'occuparsi ulti­mamente degli Stati Pontifici. Ma male si può essere certi che vi sia sincerità nel proporlo se si tien conto di quanto è avvenuto dalla pace di VÌHafranca in poi.
Alla esasperazione,1' che andava sempre più acuendosi, è verosimile abbia contribuito anche la mancata occupazione di Orvieto che il Sandoval così segnala nel dispaccio n. 167 del 27 ottobre:
Tra le località del Patrimonio di San Pietro che dovevano essere occupate dalle truppe francesi secondo la dichiarazione fatta dal gene­rale Goyon, si trovava compresa la città di Orvieto, che è una delle più importanti del suddetto Patrimonio e dove questo Governo deside­rava vivamente che tornasse a sventolare la bandiera pontificia. Però, a quanto pare, anche il Piemonte ha vivo interesse che sia mantenuta colà la situazione creatavi dai rivoluzionari. Certo si è che il Generale in Capo delle forze francesi, a malgrado della viva insistenza di questo Mon­signore Ministro della Guerra, si è sottratto finora con frivoli pretesti 3) a dare ordini che venisse occupata quella località. Secondo quanto mi assicura persona bene informata, il generale Goyon nell'agire cosi non fa che adempiere le precise istruzioni testé pervenutegli dal suo Governo.s)
ty. Tale esasperazione oltre che contro la Francia si acuiva naturalmente contro il Piemonte. Il PELCZAR, ck., II, p. 268 riferisce clic per l'offerta di 50.000 lire fatta da Re Vittorio al Santuario di Loreto in quei giorni di ottobre U Pontéfice";avrebbe esclamato: Pecunia tua tecum tòt in perditionem.
2) Cfr. per questi giudicati pretesti e per la discussione che ne segui col cardinale Antonelli, THOUVENEE, ., I, p. 266.
3) Il Ministro Thouveuel aveva scritto il 13 ottobre al Gramont: Il Governo sardo mi ha fatto domandare se contavamo di occupare Orvieto. Ho risposto che,