Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <382>
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Gino Bandirli
desideri del Signor Thouvenel, ma giunse anche a dichiarargli che avrebbe scritto al Cardinale in tal senso. Cosi fece difatti ma quando Sua Santità ne fu informata diede ordine, categorico che nel più breve tempo possibile il Nunzio si mettesse in viaggio per Roma.
Nuovo motivo di malumore diede l'esigenza del Duca di Gramont che venisse rettificata una pubblicazione fatta dal Lamoricière, tornato a Roma verso il 20 ottobre, sul Giornale ài Roma, In tale articolo il Lamoricière si riferiva alla assi­curazione data dal Duca di Gramont che il suo Governo si sarebbe opposto da avversario alla invasione del territorio pon­tificio per parte delle truppe piemontesi . Osserva il Sandoval che il Lamoricière con ciò non aggiungeva nulla alle informa­zioni già dallo stesso Sandoval date al proprio Governo ma che, nondimeno, lo segnalava a Madrid poiché tale articolo non può a meno di acquistare importanza per la persona che lo ha ispirato e per la responsabilità che egli apertamente si assume Il Gramont pretese Tina rettifica,1* ma questa com­parve sul Giornale, organo ufficiale come si sa, in termini che, a giudizio del diplomatico spagnuolo, dovevano sodisfare poco l'Ambasciatore di Francia. (Dispaccio n, 162 del 3 novembre).2)
l) Vedi la lettera 25 ottobre del Gramont al cardinale Antonelli in Zon, Storia d'Italia, TV. Docum., n. 279- Vedi anche PELCZAR, cit., II, pp. 254-255.
3) L'incidente è ampiamente riferito al suo Ministro, nella lettera del 30 otto­bre, dal Gramont il quale afferma che le parole da avversario erano state perso* nalmente aggiunte dal Pontefice (THOUVENEII, cit., I, pp. 272-276). Il disappunto dell'Ambasciatore fu cosi grave che in tale lettera, dopo essersi sdegnato contro una malafede tanto insigne come quella della camarilla e l'appoggio inconcepibile che il Papa presta a questa slealtà , giungeva ad esclamare: Vi ho dato così il modo di farvi una idea della disorganizzazione e della decrepitezza di tutto il sistema. Si prova un misto di pietà e di disgusto sondando questo abisso 1 È qui che l'Oriente comin­cia 1 Ma, dopo questa sparata, in una lettera successiva,lo stesso Gramont è costretto a riconoscere di essersi troppo spinto nel telegramma al Console di Pesaro (quello cioè ebe aveva citato il Lamoricière). E aggiunge: Potrei dire che tutto ciò era necessario per impedire al Papa di partire e che non v'era altro mezzo: sarebbe la verità ma non aarebbe tutta la verità. Per dir tutto, debbo confessare ebe credevo sinceramente a quel che credevo, che pensavo che l'Imperatore impedirebbe ai piemontesi di avan­zare . E allora di che si lagnava? Non avevano forse ragione di rimproverargli una asserzione non rispondente né alla realtà del momento né al successivo atteggiamento della Francia? Cfr. anche lettera di Pantaleoni a Cavour del 30 ottobre in C. Q. R.t n. 56.