Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <383>
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Roma nel 1860
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t Ma ormai, pur continuando a mostrare in forma diretta
o indiretta il malcontento ed a rinnovare proteste contro la spoliazione patita, come il cardinale Segretario di Stato fece con la Nota del 4 novembre1} in occasione del plebiscito delle Marche e dell' Umbria, o con cjuella del 15 novembre per pro­testare contro la occupazione piemontese di Terracina,2) si comprendeva a Roma che la partita doveva considerarsi per­duta dopo la nuova delusione data dalla Conferenza di Varsavia. L'Incaricato di Spagna, nel dispaccio n. 171 del 12 novembre, cosi parla della impressione prodotta dal resultato negativo dello incontro dei Sovrani di Prussia, Austria e Russia a Varsavia :3)
L'atteggiamento passivo delle Potenze del Nord dopo la Confe­renza di Varsavia aumenta lo scoraggiamento in cui si trova questo Governo e lo stesso Santo Padre, nonostante che fin dal primo annunzio della Conferenza non si facesse grandi illusioni circa ciò che colà potesse essere deciso circa la presente situazione dell'Italia, fa chiaramente comprendere il proprio dispiacere4) e non dissimula
1) Il Sandoval la trasmette a Madrid col suo dispaccio n. 167 dell'8 novembre, È quella allegata da Odo Russell al suo dispaccio del 4 novembre a Lord Russell. Vedi Libro Bianco inglese, VII, doc 157, p. 139.
2) È allegata dal Sandoval al dispaccio n. 173 del 20 novembre,
8) Per la conferenza di Varsavia cr. in THOUVENEL, di., I, pp. 283-292, il rapporto 10 novembre del Duca di Montebello che riferisce quanto Gortchakow gli aveva detto dei resultati della Conferenza nella quale l'Austria aveva riportato una crudele delusione , eia Russia aveva sostenuto la opinione che un Congresso per la questione italiana fosse prematuro e aveva fatto hen intendere di non essere disposta a lasciarsi trascinare in una coalizione contro la Francia; nonché ibid. a pp. 292298 la lettera dell'Incaricato di Affari a Berlino, Belcastel, dalla quale risulta che la Prussia respingeva l'idea del Congresso e non si era mostrata incline ad unirsi all'Austria per scendere in Italia quale che fosse la parte da cui venisse l'offensiva, di modo che l'Austria non era uscita dalla Conferenza né più forte né pia rispettata . Vedi pure Documenta diplomatiques 1860, da p. 173 a p. 190.
4) Né tale dispiacere fu effimero poiché, quando già due mesi erano trascorsi, il Gramont, riferendo il 29 dicembre una conversazione con Pio LX, scriveva: Il Santo Padre mi ha fatto una critica assai amara della Conferenza di Varsavia. Vi si erano accordati, egli diceva, ma per non far nulla, e quel Congresso sarebbe un giorno citato nella storia come una gran confessione di impotenza ed una grande malaccor­tezza. Agli occhi suoi l'intesa di Varsavia poteva riassumersi così: tre Sovrani che si sono riuniti per sentire uno fra essi comunicare agli altri ordini dell'Impcratre dei Francesi. (THOUVENEL, cit.t I, p. 338). j *. '