Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno
<
1937
>
pagina
<
387
>
Roma nel 1860
387
a Terracina ed altre che avevano passato il confine dalla parte di Frosinone le truppe napoletane rifugiatesi nel territorio pontificio ascendevano, dice il Sandoval, a circa 30.000 uomini, con 4500 cavalli ed una quarantina di pezzi di artiglieria (dispaccio n. 171 del 12 novembre). H disarmo dei napoletani avvenne simultaneamente a Velletri, Cisterna e Terracina con l'intervento delle forze francesi. H generale francese che lo aveva diretto riferì al Rappresentante di Spagna che l'aspetto dei soldati non avrebbe potuto esser migliore ma che non c'era tra essi ombra di disciplina per lo scarso valore dei loro capi ed ufficiali . E fu l'Amministrazione militare francese che somministrò i viveri ai napoletani, mentre, per mediazione francese richiesta dal Governo Romano, se ne ottenne il rimpatrio con la assicurazione che non sarebbero stati, molestati dall'esercito vincitore.
Ormai, nonostante i risentimenti e la irritazione, la Santa Sede, dopo la delusione di Varsavia, doveva adattarsi a piegarsi umilmente alla Francia. Ad esempio, il Lamoricière, che era partito da Roma ai primi di novembre, aveva rimesso, prima di partire, al Santo Padre la relazione sulla campagna delle Marche e dell'Umbria.
Il Governo dice il Sandoval pensò subito di pubblicarla, ma trovò a ciò forte opposizione da parte del Duca di Gramont, perchè, a quanto pare, lo scritto del già Generale in Capo dell'esercito pontificio contiene più di una viva recriminazione contro la Francia. Sospesa perciò qui la pubblicazione, il Lamoricière parti deciso a far pubblicare la sua relazione sui giornali del Belgio. (Dispaccio n. 171).
i) Eppure la esacerbaci one dell'Ambasciatore francese andava sempre acuendosi. Vedi la lettera del 13 novembre in cui dice: Ormai credo a qualsiasi cosa piuttosto che alla buona fede di questo Governo e chiede se proprio l'Imperatore tiene a che il Papa resti a Boma aggiungendo: Se c'è ancora, posso, senza esagerazione, dire che sono io che l'ho trattenuto per la sua sottana . (THOUVENEL, *., I, p. 299).