Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <391>
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Roma mi 1860 391
Antonelli che gli mostrò * spìrito di moderazione e di tempe­ranza e fa ricevuto il 29 dicembre in udienza ufficiale dal Pontefice per la consegna delle credenziali. Nel colloquio, Pio IX - riferisce il Miraflores entrò con mirabile fran­chezza in tutte le questioni politiche che Sua Santità vede e giudica nella stessa maniera del suo Primo Segretario di Stato (Dispaccio n. 192 del 29 dicembre).
Il Miraflores, da esperto uomo politico, cerca subito di orientarsi sulla situazione e di prendere contatto con gli elementi più importanti in questa Capitale sul terreno della politica, quali sono Sua Santità stessa, il cardinale Segretario e gli Ambasciatori di Francia e di Austria. La sua prima impressione è che esiste in tutti questi personaggi una certa conformità di idee che può essere di buon augurio per l'avve­nire . (Dispaccio n. 2 del 4 gennaio 1861).
Sua Santità prosegue il Miraflores secondo le sue stesse dichiarazioni, è in perfetto accordo ed in armonia col suo Primo Mi­nistro Cardinale Antonelli, la posizione del quale io giudico abbastanza forte per resistere allo attacco continuo che gli è mosso da Monsignor de Merode, Ministro della Guerra, Capo del partito fanatico e spinto [exageradó] che desidererebbe che Sua Santità adottasse un atteggia­mento di intransigenza tirantez politica, dannosa sempre anche per i Governi molto forti e apportatrice di sicura rovina per quelli deboli come il Pontificio al quale, sprovvisto come è di forza materiale, sono tanto necessarie la circospezione e la prudenza e il tatto per trar pro­fitto ed efficienza dagli elementi morali di cui dispone e che, bene utilizzati, costituiscono ancora, anche nei tempi che traversiamo, un valore molto importante.
L'Ambasciatore di Francia gli si è mostrato, contraria­mente a quel che sapeva essere stato prima, completamente favorevole alla politica del cardinale Antonelli, in quanto, pur compiendo il sacro dovere di sostenere principi e diritti ai quali il Governo di Roma non può abdicare e non abdi­cherà mai adotta modi e procedimenti temporeggiatori e moderati, che sono disapprovati dal de Merode e dai suoi