Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <392>
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Gino Bandirti
seguaci sebbene siano conformi al carattere dolce e conci­liativo di Sua Santità, motivo pel quale tutto lascia credere che abbia a prevalere ,X) Del resto il Duca di Gramont non è che lo strumento e l'esecutore di ordini determinati e precisi di Parigi e non può essere molto informato circa i piani e i disegni futuri, se pure a Parigi sono già stabiliti, del che il Mirafiores dubita. A Parigi non piace né punto né poco la unità italiana ;2) non sa che cosa deciderà il Governo francese per la situazione nell'Italia Meridionale e per il ritiro della flotta francese dalle acque di Gaeta: ma, quanto a Roma, il Mirafiores è convinto che le truppe francesi non lasceranno Roma.
E per me fuori di dubbio 'egli afferma nel citato dispaccio n.2 che l'Imperatore non abbandona e non abbandonerà mai Roma, sia sotto l'aspetto della questione cattolica perchè l'abbandonarla gli creerebbe grandi imbarazzi nell'Impero, sia, e principalmente, sotto l'aspetto della questione politica al fine di mantenere il piede in Italia; né credo che una posizione così vantaggiosa come quella di tenere un esercito francese di venticinquemila uomini nel centro della Penisola italiana, esercito che può facilmente essere aumentato, possa ora, a meno di grandi mutamenti che neppure si intravedono,-far pensare all'Imperatore di cambiar la rotta di conservarsi padrone di Roma e di mantenere in Vaticano le sentinelle francesi che lo difendono.
Col Barone di Bach, Ambasciatore d'Austria e già Ministro dell'Interno di quell'Impero, il Mirafiores ha avuto un colloquio meno insignificante di quello col Gramont. Bach gli ha detto
che la sua linea di condotta qui era di appoggiare decisamente il Cardi­nale Antonelli la cui politica moderata era tanto appoggiata dall'Austria quanto essa giudicava sbagliata e pericolosa la polìtica propugnata dal
i) Quanto al cardinale Antonelli aveva scritto il Gramont il 22 dicembre egli intuisce la situazione e viene a noi col sorriso sulle labbra: tratta di imbecilli coloro che ci denigrano provocandoci, geme sulle bestialità di monsignor de Merode e lo lascia affondare nel pantano dove finirà per annegarsi . (TnouvENEL, cit., I, p. 332).
2) È una cosa risaputa: ed è ciò che fa dire, ad esemplo allo scrittore catto lieo NETTEMENT, Jl Santo Padre, gli scribi ecc., Roma 1861, pp. 67-69, che, invece l'Inghilterra voleva l'unità italiana non solo, religiosamente, in odio al Papa, ma politicamente in odio, alla Francia .